Inviato: Mon Aug 06, 2007 10:33 am Oggetto: DIALOGO AIUTO CONFORTO
Ventiquattrenne: Non sono sicuro che il CSM della mia città mi stia aiutando a superare questo disturbo evitante di personalità, che a quanto ho capito è più grave della fobia sociale, o almeno più difficile da curare. La terapia che sto facendo è psicodinamica, ma è gratuita, non posso cambiarla in una cognitivo-comportamentale perché non lavorando non ho un centesimo da spendere. In questo forum non si muove foglia, possibile che non ci sia nessuno con questo problema che rende le persone fragili come neonati e piuttosto depressi?? Possiamo parlarne?? Però mi serve qualcuno con cui farlo Giusto per parlare con chi sa di avere questo PRECISO tipo di disturbo e non con generici timidi...
L'appello cadrà nel vuoto, ma lo faccio perché un po' mi compiaccio quando le cose mi van male.
Ventiquattrenne: Non sono sicuro che il CSM della mia città mi stia aiutando a superare questo disturbo evitante di personalità, che a quanto ho capito è più grave della fobia sociale, o almeno più difficile da curare. La terapia che sto facendo è psicodinamica, ma è gratuita, non posso cambiarla in una cognitivo-comportamentale perché non lavorando non ho un centesimo da spendere. In questo forum non si muove foglia, possibile che non ci sia nessuno con questo problema che rende le persone fragili come neonati e piuttosto depressi?? Possiamo parlarne?? Però mi serve qualcuno con cui farlo Giusto per parlare con chi sa di avere questo PRECISO tipo di disturbo e non con generici timidi...
L'appello cadrà nel vuoto, ma lo faccio perché un po' mi compiaccio quando le cose mi van male.
Io ho certamente il disturbo evitante.
Cosa vuoi sapere?
_________________ We live in the shadows and we had the chance and threw it away
And it's never gonna be the same
Cos the years are following by like the rain
And it's never gonna be the same
'Til the life I knew comes to my house and says
Hello
Succede anche a voi? Chiuso nel mio minuscolo e solitario mondo in cui entrano solo i miei familiari sto abbastanza bene, ma non riesco a fare niente che riguardi la presenza di altri, telefonare ad estranei è impossibile, non riesco nemmeno a prendere la patente, vado in crisi per ogni cosa... Cosa fate quando siete costretti a fare qualcosa?? Che tipo di terapie seguite?? I pensieri negativi mi inquinano quasi perennemente la testa, i momenti in cui sono sereno e non oppresso da me stesso sono pochi...
Registrato: Mar 06, 2007 Messaggi: 228 Residenza: L'al di qua.
Inviato: Tue Aug 07, 2007 17:26 pm Oggetto:
Della serie:
"il tuo simile,se lo conosci lo eviti"
Ci sono impestato dentro anch'io..
E'la conseguenza della fobia sociale.
Per qualsiasi chiarimento,offuscamento o oscurazione che sia,nel mio possibile diro'anch'io la mia
Registrato: Aug 03, 2007 Messaggi: 29 Residenza: GENOVA
Inviato: Wed Aug 08, 2007 15:54 pm Oggetto:
dummeJunge ha scritto:
Succede anche a voi? Chiuso nel mio minuscolo e solitario mondo in cui entrano solo i miei familiari sto abbastanza bene, ma non riesco a fare niente che riguardi la presenza di altri, telefonare ad estranei è impossibile, non riesco nemmeno a prendere la patente, vado in crisi per ogni cosa... Cosa fate quando siete costretti a fare qualcosa?? Che tipo di terapie seguite?? I pensieri negativi mi inquinano quasi perennemente la testa, i momenti in cui sono sereno e non oppresso da me stesso sono pochi...
Mi succede sempre:ogni contatto con altre persone(vicini di casa incontrati sul ballatoio,informazioni da chiedere al commesso di un negozio,telefonate ad uffici,ecc.)genera forti sensazioni di ansia.
Ciò che temo è il non mostrarmi socialmente competente,essere giudicato immaturo o malato.In questo condivido in pieno i sintomi dei fobici sociali,con in più altre difficoltà che mi fanno rientrare nei casi di disturbo evitante..
Tutto ciò,ovviamente,non accade coi propri familiari stretti:da parte delle persone che ci sono state vicino dalla nascita non temiamo certamente l'esclusione sociale.
Come affronto queste difficoltà?Male,direi.Alla tua età principalmente tramite l'evitamento sistematico di qualsiasi situazione in cui potessi anche lontanamente rischiare di essere giudicato inadeguato:ciò,tra le altre cose,ha comportato un totale isolamento sociale(eccetto i familiari stretti),disoccupazione e,dopo i 30 anni, forti stati depressivi(conseguenza congiunta degli effetti di isolamento e disoccupazione).
Ora,A 41 anni,cerco di capire e applicare alcuni metodi del cognitivismo-comportamentale,per ora con scarsi risultati.
L'aiuto più efficace lo trovo nell'uso di ansiolitici(lorazepam 2,5 mg)che hanno un buon effetto nel ridurre l'ansia sociale(ma non nel spingermi a cercare attivamente più rapporti sociali).
Da quando sono in cura da psichiatri(10 anni)ho provato varie medicine,compresa la paroxetina-qualche anno fa presentato come il farmaco anti-timidezza-senza ottenere risultati.
Sono anche riuscito ad allacciare un paio di amicizie negli ultimi anni(su iniziativa di questi miei due amici,naturalmente),ai quali tendo a legarmi con le modalità tipiche degli evitanti descritte in alcuni ottimi testi sull'argomento.
Quando ci si isola,ci si sente meglio(almeno all'inizio)perchè allontanandosi dalle situazioni ansiogene,si riesce a mantenere un'autostima più elevata.
Non faccio una terapia privata perchè,almeno per il momento non posso economicamente sostenerla,perdurando i problemi occupazionali;sono seguito da uno psichiatra pubblico.Anni fa ho anche provato una psicoterapia di gruppo(sempre nel pubblico),durante la quale(essendo di gruppo)non ho quasi mai aperto bocca.
Ciao
Carlo (da Genova)
Registrato: Mar 06, 2007 Messaggi: 228 Residenza: L'al di qua.
Inviato: Thu Aug 09, 2007 12:22 pm Oggetto:
La personalità evitante è un po' il capolinea della fobia sociale.
Un po' alla volta si tende ad rinunciare a stare con gli altri,da prima i luoghi pubblici,il lavoro fino ad arrivare a perdere anche gli amici.
Anch'io ho iniziato e proseguo tutt'ora questo calvario,lavoro lasciato,locali,compagnie,tutto,fino a restare quasi sempre in casa,"apparente fortino".
Il tutto non puo' che generare ansia,perchè è normale in questa situazione sentirsi dei diversi,l'ansia genera depressione,perchè subentrano gli ingiustificati sensi di colpa dovuti alla sensazione d'inferiorità verso gli altri,sentirsi degli incapaci di affrontare anche le situazioni piu' elementari,come ad esempio stare tranquilli a sorseggiare una bibita in un bar.
Alla lunga ci si stanca di star male e si opta purtroppo per l'esilio.
Io ricordo serate nei locali con amici,sull'orlo delle lacrime,perchè mi dicevo dentro me:
"ma perchè devo stare sempre cosi'male cazzo!
fossi in guerra,in un ospedale devastato dai dolori,ma sono solo in un fottuto pub"!
E mentre l'altra gente si divertiva spensierata(almeno li'),io soffrivo in silenzio,e guardavo ripetute volte la porta dell'uscita,con la speranza che i miei amici si fossero alla lunga stufati del locale e si andava finalmente via!
Ma è vita questa??
ma perchè devo stare sempre cosi'male cazzo!
fossi in guerra,in un ospedale devastato dai dolori,ma sono solo in un fottuto pub"!
E mentre l'altra gente si divertiva spensierata(almeno li'),io soffrivo in silenzio,e guardavo ripetute volte la porta dell'uscita,con la speranza che i miei amici si fossero alla lunga stufati del locale e si andava finalmente via!
Non potevi esprimerti meglio!Ho provato le stesse sensazioni...
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