"In questa primavera nascosta da petali ignorati
Un grappolo di sole ci avvolge e ricorda…
Che nel mio deserto
Vivevi come l’ultima rosa"
Redman
_________________ ...Ma in fondo io sto bene qua..tra le reti del mio circo che non va
...Ma in fondo io sto bene qua...trovando in quel che sono un pò di libertà.
invisibile fra i frammenti della realtà
che nessuno coglie, nessuno vede
una sofferenza muta che assorda chi la possiede
ormai perso per sempre...in un altra realtà
fra due mondi distanti, uniti dall'emotività
quello che c'è qui non e piu tuo
sento quel calore dimorando in quella casa
osservando dentro agli occhi delle persone...la loro vita
trovami mentre sto soffrendo
cercami mentre ti vengo incontro
siamo invisibili, persi tutti e due fra due realtà
incomunicabili
voglio sentire la tua fredda mano sulla schiena
voglio regalarmi la morte...e solo mia.ma e condivisa e rubata
un anima morta nell'ingiustizia , che non troverà pace
un fotogrammo perso nell infinito
una morte che ci ha donato ancora piu tormento.....
-------portati dentro il male come una malattia
stai in silenzio quando lui urla, quando le tue budella si torcono
fiamme sulle mie gote a solo leggere il suo nome
cosa devo fare?se non aspettare che questo fiume smetta di correre
ma mi sta trascinando sempre piu via, e ho paura di queste terre straniere
accetta il male, devia il tuo io verso le droghe psichiche negative
perditi nei meandri dell errore mentale, e non tornerai piu indietro
sarà dolore e pena, ma e la volontà che ti spinge
corrotta e resa cieca
accetalo, spingiti verso le tue paure
sii sempre piu ricettivo, affinchè capirai questo gioco maledetto
questa vita che maledici, la stai amando come non mai
da quando tutto questo ti sta penetrando piano piano come un bisturi
già sporco di sangue, il sangue di chi e andato già oltre-----------------------------------
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trasformato in una maschera terribile
il male cresciuto oltre la pelle
dolore segnato orribilmente sulla pelle
le lacrime shifose da due occhi vuoti
scintillano su bruciature facciali
ma non danno conforto....
non più un uomo.ma una deformità carnale
ritagliata in un angolino di fredda pietà senza conforto
perfavore, nascondete il mio corpo
non lasciatemi ai suoi occhi, non lasciatemi alla luce del sole
ridonate grazia a un animo sconfitto e umiliato
distrutto con le propie mani, per assecondare la voglia di morire....
contorto in un sorriso dolce, che pare una maschera di odio
questo corpo mente sempre, o dice sempre la verità?quando potrò sconfiggerlo?
un sorriso macabro, che invece di dar gioia dà lacrime.
lasciatemi solo l'anima, e fatemi dimenticare.....
geloso....
geloso del tempo che ti ruba la giovinezza
del tempo che ti ruba la vita...
vorrei tu fossi eterna, vorrei tu fossi un angelo
una statua stupenda, che resterà nei secoli dei secoli...
immutata
non potrò vederti morire
non potrò vederti appassire in un letto
ti vedrò sempre come la prima volta
sempre cosi....l'eternità non ha inizio ne fine....
vorrei poter vegliare nella notte, lontano...
e nonostante tutto poter sentire il battito del tuo cuore, tendendo l'orecchio
geloso degli uccelli notturni che si poseranno alla tua finestra
geloso di chi guarda il tuo corpo, da un buco della serratura
le tenebre hanno accolto solo me, nel reame notturno dei sogni
e sarà sangue sparso, a chi ostacolerà il mio pensiero
che vola verso te.
ogni notte.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
dicono che non sia nemmeno di Neruda, ma di una donna brasiliana...
Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo
come in sonno tra gli uomini mi muovo.
Di chi m'urta col braccio non m'accorgo,
e se ogni cosa guardo acutamente
quasi sempre non vedo ciò che guardo.
Stizza mi prende contro chi mi toglie
a me stesso. Ogni voce m'importuna.
Amo solo la voce delle cose.
M'irrita tutto ciò che è necessario
e consueto, tutto ciò che è vita,
com'irrita il fuscello la lumaca
e com'essa in me stesso mi ritiro.
Ché la vita che basta agli altri uomini
non basterebbe a me.
E veramente
se un altro mondo non avessi, mio,
nel quale dalla vita rifugiarmi,
se oltre me miserie e le tristezze
e le necessità e le consuetudini
a me stesso non rimanessi io stesso,
oh come non esistere vorrei!
Ma un'impressione strana m'accompagna
sempre in ogni mio passo e mi conforta:
mi pare di passar come per caso
da questo mondo...
Sbarbaro, tratto da Pianissimo
_________________ ... fra la città e il deserto ...
Registrato: Mar 14, 2008 Messaggi: 667 Residenza: My HoMe
Inviato: Thu Nov 27, 2008 22:09 pm Oggetto:
Gli uomini sono dei marinai
nel grande vascello del mondo.
Navigare è il loro mestiere,
unica, continua aspirazione.
Non sono geografi o cosmonauti:
la bussola è a bordo,
ma nessuno sa leggerla.
Essi non sanno dove stanno andando e
nemmeno se ne curano:
quello che importa è solcare i mari e
sentire le onde
infrangersi sulla poppa
del grande vascello….
_________________ "Nobody realizes that some people expend tremendous energy merely to be normal."
Albert Camus
Ne posto una di Antonia Pozzi...peccato davvero si sia tolta la vita quando era fin troppo giovane perchè di poesie come queste ne avrei fatto davvero un'abbuffata
Il cielo in me
Io non devo scordare
che il cielo
fu in me.
Tu
eri il cielo in me,
che non parlavi
mai del mio volto, ma solo
quand'io parlavo di Dio
mi toccavi la fronte
con lievi dita e dicevi:
- Sei più bella così, quando pensi
le cose buone -
Tu
eri il cielo in me,
che non mi amavi per la mia persona
ma per quel seme
di bene
che dormiva in me.
E se l'angoscia delle cose a un lungo
pianto mi costringeva,
tu con forti dita
mi asciugavi le lacrime e dicevi:
- Come potrai domani esser la mamma
del nostro bimbo, se ora piangi così? -
Tu
eri il cielo in me,
che non mi amavi
per la mia vita
ma per l'altra vita
che poteva destarsi
in me.
Tu
eri il cielo in me
il gran sole che muta
in foglie trasparenti le zolle
e chi volle colpirti
vide uscirsi di mano
uccelli
anzi che pietre
- uccelli -
e le lor piume scrivevano nel cielo
vivo il tuo nome
come nei miracoli
antichi.
Io non devo scordare
che il cielo
fu in me.
E quando per le strade - avanti
che sia sera -
m'aggiro
ancora voglio
essere una finestra che cammina,
aperta, col suo lembo
di azzurro che la colma.
Ancora voglio
che s'oda a stormo battere il mio cuore
in alto
come un nido di campane.
E che le cose oscure della terra
non abbiano potere
altro - su me,
che quello di martelli lievi
a scandere
sulla nudità cerula dell'anima
solo
il tuo nome.
(Antonia Pozzi)
...passi...cammino.cammino freddo,dentro l'inverno.
il rumore di queste suole di legno non fanno proprio compagnia alle luci di questa città,
alle risate e all'allegria di questa notte di novembre.
...c'è qualcosa dentro me che disturba questo teatro..quant'è mascherata la gioia e fra questi lamenti
sento la puzza ben vestita e ripugnante di questa euforia.
...cerco un sorriso e questa nebbia provocata davanti a me dal mio ennesimo respiro è l'unica cosa che adesso
riesco a trovare. Si vive e si muore,magari trenta volte al giorno...ed è giunta la volta di rinascere ancora..
c'è qualcosa dentro che vuole restare...e avvolto in questa nenia,piccoli scorci di buio mi assalgono.
Io non ho paura del freddo.
sento qualcosa che mi trascina,la volontà qui è solo una bieca illusione..
..una tiro alla fune...e questa corda tira,tira.
Dall'altra parte vedo me...sulla sua faccia leggo un dolce sorriso,tipico di chi ti ama quando non sei altro
che un bambino.
dentro queste immagini,io non voglio nessuno.
Non ho bisogno di vecchie,ripetitive consolazioni da ultima pagina.
Ne ho abbastanza delle parole...maledette assassine di emozioni.
...dopotutto riempiono una riga e tristemente cancellano il "momento",annullando il viverlo.
troppe volte il silenzio compone su questo vecchio pentagramma,la musica piu bella della mia vita.
..passi...cammino.
Ma adesso sono al caldo,qualcosa è uscito,lo vedo e sorrido....ma cammino dentro la mia mente.
Anche stavolta mi sei stato vicino amico mio.
Sai....si,lo sai.L'amore è un gran casino.
Beh...adesso è ora che io vada,non lo vorrei,ma la cosiddetta "vita" mi costringe
a mascherarmi.Voglio fuggire.
Fuggire per te. Mi aspetterai lo so,io non posso scappare da te e tu non puoi fuggire da me.
..beh,anche stavolta è arrivata mattina e io ti regalo una parola...
Io danzo con me stesso.
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