Al liceo, dove non mi cagava nessuno a parte 2-3 amici, ed ero quasi preso a simpatia per la mia timidezza ecc., quando qualcuno che faceva la festa di 18 anni e invitava tutta la classe me le sono scansate quasi tutte. Solo che da quando una ragazza viziata troppo estroversa insistette di brutto con me perché sapeva che non ci sarei andato, dovetti cedere.
Lei era di famiglia benestante e fece una festa in un ristorante da ricevimenti con tavoli separati. E già il fatto dei tavoli separati dove dovevi stare a forza seduto con poche momenti in cui ci si alzava, potete immaginare come mi sentivo. E inoltre il fatto di dover stare in giacca con tutti quanti sorpresi di vedermi in un simile contesto...
Le altre tre feste a cui sono andato di cui due per forza essendo "amici" di vecchia data nonostante ad uno che mi conosceva bene gli dissi chiaramente che mi rompevo erano in discoteca e me ne sono stato tutto il tempo seduto/a mangiare
Anch'io concordo con te Milo, infatti credo più che altro che una persona debba andare ad una festa solo se se la sente di stare in disparte. Se va, è perchè ha la speranza che lì possa fare nuove amicizie e questo è senza dubbio un bene per tutti. Se invece preferisce evitare è perchè è stufa di stare sempre sola, di sentirsi osservata e tutto il resto che voi conoscete già... Se non va secondo me è da capire e comunque non c'è nulla di male ( perchè è una sua decisione e ognuno sceglie se seguire la massa o meno, come dice Norma ), se invece va è da apprezzare molto perchè si sta sforzando di andare contro quello che la fa star poco bene. In entrambi i casi la decisione va accettata per quello che è e questo credo sia la cosa più importante, ma purtroppo non ci arriva quasi nessuno infatti il più delle volte se rifiuti un invito ti fanno una smorfia in faccia.
Se invece preferisce evitare è perchè è stufa di stare sempre sola, di sentirsi osservata e tutto il resto che voi conoscete già...
Se non vai perche' ti sta bene è ok ma se non vai perche' ci sono questi problemi non è ok.Probabilmente tu vorresti andare a queste feste e trovarti bene il che è diverso da una persona che non ci vuole andare perche' non gli interessa nulla di quel posto e di quelle persone.
Se non vai perche' ti sta bene è ok ma se non vai perche' ci sono questi problemi non è ok.Probabilmente tu vorresti andare a queste feste e trovarti bene il che è diverso da una persona che non ci vuole andare perche' non gli interessa nulla di quel posto e di quelle persone.
Sì, mi sono dimenticata di aggiungerlo. Ho detto solo che se una persona ha questi problemi e non va' ad una festa è da capire, ma in realtà, come mi fai notare tu, bisogna anche dire che non va bene che accada questo: cioè che una persona che vuole andare alla fine decide di non andare a causa dei suoi problemi. Il problema è proprio il non saper trovare un rimedio per i propri problemi... ( Scusate le ripetizioni ) Dei modi ci sono, come trovare un amico che ci supporti, ma per una persona timida è difficile... dovrebbe mettere su più autostima e coraggio e buttarsi in avanti verso persone che non conosce, ma se questo fosse così facile allora non sussisterebbe neppure il problema di rifiutare l'invito alla festa.
quando avevo 19 anni e ho fatto l'errore di scegliere un percorso universitario sbagliato che mi ha condizionato negli anni successivi.
direi che all'epoca ho attraversato la fase più critica.
Io ho percorso la strada del deragliamento totale . Infatti ora mi ritrovo in un carrozzone senza regole e schemi .
il mio errore è consistito nello scegliere una facoltà umanistica che in primis da' meno certezze professionali e soprattutto offre principamente sbocchi lavorativi in cui devi essere portato alle relazioni interpersonali, alla comunicatività, al contatto umano ecc. che per un introverso sociofobico come il sottoscritto è un po' come lavorare in un caseificio quando sei intollerante al lattosio.
all'epoca la fobia sociale mi paralizzava e mi ha spinto a fare una scelta così sconclusionata. avevo paura di iscrivermi al politecnico perchè irrazionalmente pensavo che avrei trovato un ambiente ostile.
Registrato: Oct 25, 2007 Messaggi: 481 Residenza: Bari
Inviato: Tue Nov 20, 2007 12:56 pm Oggetto:
captainmarvel ha scritto:
il mio errore è consistito nello scegliere una facoltà umanistica che in primis da' meno certezze professionali e soprattutto offre principamente sbocchi lavorativi in cui devi essere portato alle relazioni interpersonali, alla comunicatività, al contatto umano ecc. che per un introverso sociofobico come il sottoscritto è un po' come lavorare in un caseificio quando sei intollerante al lattosio.
all'epoca la fobia sociale mi paralizzava e mi ha spinto a fare una scelta così sconclusionata. avevo paura di iscrivermi al politecnico perchè irrazionalmente pensavo che avrei trovato un ambiente ostile.
Ciao, guarda caso io ho compiuto proprio il percorso inverso al tuo...Il mio errore è stato iscrivermi al politecnico della mia città, dopo il diploma, nonostante avessi una forma mentis spiccata per le discipline umanistiche. Fra le varie cause che mi hanno indotto in errore includo anche il tuo ragionamento, ma rovesciato: ho pensato che una persona timida ed introversa potesse adattarsi meglio all'ambiente tecnico - scientifico, anche a livello di sbocchi lavorativi, ma è stata una disfatta di Caporetto: alle lezioni frequentavano solo maschi, molti dei quali introversi pure loro, ragazze poche e sgradevoli, professori gretti e poco profondi umanamente...Per farla breve sono stato contentissimo di cambiare aria
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Inviato: Tue Nov 20, 2007 14:26 pm Oggetto:
credo sia una patologia, magari ereditata, la timidezza, tensione muscolare, il fatto di arrossire può far ridere, è banale, mah in ogni caso è un rapporto malato con sè stessi, ti vogliono far credere che sei al centro dell'attenzione, quando nella realtà non è per niente vero, è una forma di violenza psichica per certi aspetti, è un modo per spronarti, quando, spesso e volentieri , si sa, che soprattutto è difficile permettersi anche addirittura un terzo figlio. una diagnosi fatta da me, che col tempo si dice che sia solo stress, niente di più.
Io non lo so, mi sforzo tanto per provare a essere un pò socievole, almeno un tantinello estroversa..affronto situazioni che normalmente eviterei come inviti a uscire, feste.. eppure, anche se sono un pò migliorata per quanto riguarda i rapporti con gli altri (dico un pò, non voglio esagerare) comunque mi sento sempre a disagio, è sempre così. Ogni volta che sono invitata da qualche parte mi viene l'ansia, non voglio andare. Poi, se ci riesco, mi costringo ad andare perchè voglio smetterla di essere così..ma nonostante tutto, anche quando non mi trovo poi così male con gli altri non vedo l'ora di tornare a casa e l'unico momento in cui mi sento bene è quando alla fine sono tornata nel mio rifugio. La timidezza condizionerà sempre la mia vita, non c'è niente da fare. Forse sono così per natura e tutti gli sforzi che faccio per cambiare sono inutili..
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