Registrato: Feb 10, 2007 Messaggi: 1075 Residenza: Roma
Inviato: Wed Apr 16, 2008 20:43 pm Oggetto:
Sì, l'appello è un vero dramma !!!
Mi creava più ansia vivere quel momento che l'esame in sé...
Per non parlare di quando seguivo i corsi di prof. che amavano fare le lezioni interattive, con tanto di invito a venire alla lavagna a scrivere (tipo liceo...)....
Quant'è dura la vita a volte...
_________________ Parlo il minimo indispensabile. Tutto quello che dico potrebbe essere usato contro di me.
"Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto"
cavoli, l'incubo della lavagna
scrivere col gesso, quanti geroglifici che ho creato, quanto tremore
o gli orali impiedi davanti a tutti...
ma l'appello quando sai che qualcuno sospetta chi sei, è bruttissimo
la penultima volta son dovuto andare a farmi rimettere in lista, perchè non sentendo la mia voce da muttley mi avevano depennato... che figurrr
_________________
se non volete ragni in casa, no mex privati qui
Registrato: Jan 17, 2008 Messaggi: 178 Residenza: palermo
Inviato: Thu Apr 17, 2008 01:45 am Oggetto:
calimeno ha scritto:
cavoli, l'incubo della lavagna
scrivere col gesso, quanti geroglifici che ho creato, quanto tremore
o gli orali impiedi davanti a tutti...
ma l'appello quando sai che qualcuno sospetta chi sei, è bruttissimo
la penultima volta son dovuto andare a farmi rimettere in lista, perchè non sentendo la mia voce da muttley mi avevano depennato... che figurrr
non mi parlare di ricordi di scuola che le interrogazioni erano un incubo, mi nascondevo la testa dietro quella del mio compagno davanti, l'appello era da tachicardia, quando venivo interrogato andavo in panico e dimenticavo il duro studio del giorno precedente e mi beccavo un misero 6 quando studiavo come un pazzo mentre studenti più disinvolti di me parlavano tanto e studiando molto meno di me risicavano un 6 lo stesso......per non parlare della emarginazione rispetto al resto della classe, parlavo al massimo con un mio compagno di banco simile a me ed eravamo i 2 morti viventi della classe
Registrato: Jun 13, 2007 Messaggi: 504 Residenza: Una galassia lontana lontana
Inviato: Thu Apr 17, 2008 13:39 pm Oggetto:
Già, brutti gli appelli. Anche a me fanno sorgere un'ansia assurda, però col passare degli anni mi ci sono abituata e sto imparando a fingere indifferenza.(Fingere, eh ).
Non mi parlate di interrogazioni, per me che sono al quinto anno del liceo non è ancora acqua passata. Fortunatamente le interrogazioni alla lavagna sono piuttosto rare, ma quando capita faccio davvero molta fatica a non far trasparire l'ansia e soprattutto il tremore alle mani mentre afferro il gesso.Però in genere dopo qualche minuto comincio a sentirmi più a mio agio, e quando mi rendo conto che nessuno dei miei compagni sta ascoltando/capendo nulla dell'interrogazione in corso riesco pure a prenderci gusto. (Ma che sociofobica sono?! )
Per quanto riguardo le interrogazioni "discorsive" (e lo sono quasi tutte dato che frequento un liceo classico) sono riuscita col passare degli anni a studiare e adottare una serie di atteggiamenti che possano mascherare la mia insicurezza. Ho notato che oltre a fare una migliore impressione sull'insegnante (eh si, molti con una certa dose di ignoranza e insensibilità pensano che a 18 anni non ci si possa più permettere di essere timidi) la sicurezza che manifesto si riflette in breve anche sulla mia condizione psicologica e riesco a rendere meglio. Per tutto il resto c'è lo xanax
Un'altra tattica che talvolta si è rivelata vincente è stata confessare candidamente di essere in imbarazzo.Certo, mica ho rivelato piangendo di essere sociofobica, ma quando il professore mi ha per l'ennesima volta invitata alla lavagna a leggere un mio tema gli ho chiesto con un sorriso disinvolto sulle labbra se non potesse leggerlo al mio posto perchè stare li davanti alla classe mi creava imbarazzo. Mi rendo conto che molti pensano sia una sorta di suicidio confessare una propria debolezza, ma nella mia esperienza è sempre stata una carta vincente, soprattutto se il tutto è accompagnato da un sorriso. Anche in quell'occasione non ci furono commenti maligni nè ripercussioni negative, anzi, parlandone in altre occasioni coi compagni è saltato fuori che l'ansia e l'insicurezza mietono più vittime del previsto. Con quella mossa mi sono pure accreditata qualche simpatia in più, ma questo probabilmente dipende anche dal fatto che ho dato alla mia figura di intelligentona stoica e monolitica un tocco di calore umano in più
_________________ "Out,out,brief candle!Life's but a walking shadow;a poor player, that struts and frets his hour upon the stage,and then is heard no more: it is a tale told by an idiot,full of sound and fury, signifying nothing." W.Shakespeare,Macbeth
Mi viene l'ansia da preappello!
Che cresce sempre di più fino a che non vengo chiamato...
poi se devo solo alzare la mano ok
ma se devo dire presente...
DRAMMA!!!
non mi sentono mai perchè ho la voce tutta timida, quindi devo ripetere e do' ancora più nell'occhio!!!
Abbasso gli appelli!
sisi pure io ormai fingo bene su tutto....so' meglio di Pinocchio
Io mi ricordo il primo anno di liceo (che è stato il periodo in cui mi ero improvvisamente trasformato da estroverso in introverso e quindi dove ogni tanto effettivamente trovavo qualche difficoltà che comunque nascondevo bene) che mi creava proprio tensione l'interrogazione di italiano perchè quella dannata prof ci chiamava alla cattedra (ed io mai ero stato abituato così alle medie ovviamente e in più ero appena entrato nei panni del ragazzo introverso/timido e ancora non capivo bene come doverla gestire).
Le prime 2 interrogazioni non so quanti accidenti avrò mandato alla prof.
Diciamo che addirittura nell'interrogazione ora riesco a prenderla normalmente,senza timore (anzi la vedo come occasione per dimostrare quant ene so e quante no) e metterci di mezzo qualche battuta/commento arguto per far sorridere un attimino prof e compagni e per spezzare i momenti di silenzio (che infastidiscono...c'è poco da fare).
Presente quando ti fa la domanda e tu quell'argomento proprio non te lo ricordi o ti accorgi di non averlo afferrato bene?
Le cose da fare sono 2 intanto che ci pensi:
- silenzio di tomba (paura eh?? )
- dici la prima fregnaccia che ti viene in mente per intermezzare intanto che pensi e distogliere un momentino l'attenzione del "pubblico".
e quando mi chiedono di esporre e magari mi impappino un po' con le parole o non mi vengono le parole riesco a scherzarci su e ammettere ridendo che "mi esprimo un po' troppo con impulsività e seguendo le spinte folli del cuore".
Daccordissimo con Lyra.
Il confessare una propria ipotetica "debolezza", magari essendo pure bravi a riderci su per primi, non ti fa abbassare per nulla la stima, anzi se sei caparbio ti rende più forte agli occhi dell'altro.
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