Registrato: Jan 19, 2008 Messaggi: 521 Residenza: modena
Inviato: Mon Apr 21, 2008 12:12 pm Oggetto:
Pride4 ha scritto:
Essere se stessi,sempre.
Quoto.....Nn pensate che le persone cosidette normali in fondo non siano affetti da mille problemi..,o che siano migliori di altre solo perchè privi di limiti "visibili"....Ogni persona accoglie dentro di se un mondo spesso impercettibile..E finchè non siamo a conoscenza di esso non possiamo avere gli strumenti per affermare con certezza che siano immuni al dolore...un dolore che spesso può essere simile al nostro.....,ma non espresso con la stessa naturalezza...Nn dimentichiamoci che il caratttere influisce su tutti gli aspetti della vita..e rende ogni persona diversa anche in quelle situazioni ..in cui l'atteggiamento di risposta a una sofferenza viene dato x scontato.
_________________ -Tenetevi gli uni accanto agli altri,ma nn troppo vicini,cosi come le colonne del tempio si ergono a distanza,come la quercia e il cipresso nn crescono l'uno all'ombra dell'altra-K.G
Inviato: Mon Apr 21, 2008 13:52 pm Oggetto: Re: Essere se stessi o essere gli altri?
SafeAsMilk ha scritto:
Per molto tempo ho creduto di essere sbagliato, guardavo gli altri, decisi, intraprendenti, senza paure, almeno in superficie... li guardavo ed ogni sguardo è sempre stato un giudizio con cui marchiavo me stesso: "non sarò mai così...sono proprio uno sfigato!"...
La verità, ho impiegato anni per scoprirlo, è che non ho mai desiderato essere come la maggioranza, quella almeno più appariscente.. quello, quello era il "target", solo il riferimento ma davvero si desidera essere così? o forse talvolta è la paura di essere esclusi, di apparire sfigati agli occhi degli altri? Perchè se è questo è donarsi come ostaggio è legarsi e dipendere perennemente dal giudizio dell'altro.
Credo che la sicurezza in fin dei conti, sia una questione di saper sentire davvero ciò che si desidera ma in questo siamo tremendamente bravi ad ingannarci
ma io provo ad essere sempre me stesso e ne vado fiero...e la cosa più bella è proprio il fatto che ne vado fiero mi rende interessante e mi fa stimare dagli altri.
Perchè ho tante insicurezze (che tutto sommato sono pure bravo a nascondere o capovolgere con abttute) su cui però sono il primo a scherzare...
sono il primo a far notare ad una persona che il sentirla vicino mi fa inconsapevolmente batter eil cuore davvero velocemente (e pur forzandomi e impegnandomi, anche se riesco ad essere a mio agio non c'è modo di farlo rallentare).
Sono il primo a dire che amo guardare le persone le occhie per capirle al meglio delle mie possibilità e allo stesso tempo mi posso trovare in difficoltà a estroversarmi eccessivamente (quando non ho il giusto umore e la giusta calma per farlo).
Sono il primo a dire che se pure cerco di allargare sempre i gomiti (per mostrarmi il meno possibile bersaglio di eventuali colpi bassi) in realtà ho la consapevolezza di avere un cuore debole e sensibile (pure se a volte lo nascondo con freddezza o viceversa scherzando).
Sono il primo a metterla sul ridere quando mi accorgo di arrossire, iniziare a tremare per il nervosismo/emozione.
Sono il primo a dire che preferisco vivere una persona rimanendo semplicemente abbracciati scambiandosi qualche parola all'orecchio piuttosto di far ele serate in disco;
Sono il primo ad ammettere che cado volentieri in silenzi "preoccupanti" e che così facendo a volte posso apparire disinteressato, distaccato o freddo, ma ribadisco sempre e comunque che nel bene e nel male quello è il mio carattere ed in realtà non voglio apparire superiore a nessuno, ma semplicemente tento di essere spontaneo nei miei limiti (introversione, silenzi, poche parole)
E credo, se vogliamo quasi inspiegabilmente, che ciò che mi rende davvero sicuro e forte all'occhio degli altri sia proprio la mia consapevolezza dei miei limiti e nella mia abilità per non farli apparire tali, ma viceversa nuova linfa da cui attingere.
E credo, se vogliamo quasi inspiegabilmente, che ciò che mi rende davvero sicuro e forte all'occhio degli altri sia proprio la mia consapevolezza dei miei limiti e nella mia abilità per non farli apparire tali, ma viceversa nuova linfa da cui attingere.
E questo dovrebbe essere il vero significato dell'espressione "essere se stessi", ho come l'impessione che venga usata ed abusata nei confronti di chi si sente a disagio e viene notato per questo: -sìì te stesso - è uguale a dire -ti vedo in certe difficoltà che non ti appartengono-, quindi...
Citazione:
voi cosa intendete con "essere se stessi" ?[
autocontrollo puro e semplice: se si è consapevoli di sè si è consapevoli dei propri limiti, e non viceversa (il signore quotato qui sopra è di sicuro consapevole di sè oltre che dei propri limiti quindi non mi contraddico)
Per me significa semplicemente seguire il flusso dei miei istinti..con consapevolezza e coscienza.Non ho mai indossato maschere per paura di non piacere...anzi ho sempre affrontato le situazioni con un sorriso...e un pizzico di menefreghismo...L'autoironia è sempre stata la mia salvezza....,anche se in passato molte persone ne hanno approfittato...elargendo complimenti o critiche a mio parere irritanti...solo perchè non ho mai mostrato intolleranza verso essi.Poi col tempo ho imparato anche ad esprimere il mio malcontento...,cosciente del fatto che avrei perso molti rapporti sociali...,ma ho acquisito maggiore sicurezza in me stessa..dando vita a quelle sfumature di me...che son rimaste mute per anni....Perciò per farla breve alla domanda "cosa intendete con esser se stessi" rispondo brevemente cosi...."La nostra LIBERTà... dona ad altri la LiBERTà stessa di poter vivere secondo loro NATURA"
_________________ Le donne in realtà sono semplicissime, ma amano pensare di essere misteriose. Una cosa che odiano è che venga loro tolta questa illusione.
-Tratto dal vangelo secondo bardamu-
E credo, se vogliamo quasi inspiegabilmente, che ciò che mi rende davvero sicuro e forte all'occhio degli altri sia proprio la mia consapevolezza dei miei limiti e nella mia abilità per non farli apparire tali, ma viceversa nuova linfa da cui attingere.
E questo dovrebbe essere il vero significato dell'espressione "essere se stessi", ho come l'impessione che venga usata ed abusata nei confronti di chi si sente a disagio e viene notato per questo: -sìì te stesso - è uguale a dire -ti vedo in certe difficoltà che non ti appartengono-, quindi...
Citazione:
voi cosa intendete con "essere se stessi" ?[
autocontrollo puro e semplice: se si è consapevoli di sè si è consapevoli dei propri limiti, e non viceversa (il signore quotato qui sopra è di sicuro consapevole di sè oltre che dei propri limiti quindi non mi contraddico)
Ma in che senso autocontrollo? Se penso ad una persona che ha un elevato autocontrollo immagino qualcuno che vigila costantemente sul proprio comportamento, sui propri stati d'animo, sensazioni, pensieri filtrando tutto ciò che ritiene possa essere improprio rispetto agli altri, alle situazioni in cui si trova e soprattutto al modo in cui vuole presentarsi.
voglio dire, non che non si agisca così, in alcune circostanze è persino necessario, ma non è che si rischia di divenire un po' troppo intransigenti? dico, con se stessi innanzitutto...
o forse intendi (con autocontrollo) la capacità, sensibilità di sapersi ascoltare, di capire ciò che si prova e di non averne paura? di imparare insomma a far conoscenza di ogni aspetto di se, per come si presenta, in modo immediato senza giudicarci per vedere (...a priori...) se va bene o male, se è giusto o sbagliato, se verremo accettati oppure no...?
Ecco, si, c'è il fatto che darsi dei giudizi ed essere intransigenti con sè stessi non è vero autocontrollo, anzi per il carattere che ho io è più un autosuicidio
-ora che ci penso si dice "essere sè stessi", si intende molto di più di quanto non si voglia far notare come una semplice mancanza di autocontrollo, capisci, significato semplice --> intenzioni profonde-
Citazione:
o forse intendi (con autocontrollo) la capacità, sensibilità di sapersi ascoltare, di capire ciò che si prova e di non averne paura? di imparare insomma a far conoscenza di ogni aspetto di se, per come si presenta, in modo immediato senza giudicarci per vedere (...a priori...) se va bene o male, se è giusto o sbagliato, se verremo accettati oppure no...?
Ecco che poni una domanda per me, ti ringrazio : si può dire di "essere sè stessi" se in realtà non si stà cercando anche di conoscere la propria situazione emotiva oltre al solo proprio carattere, un processo che non ha davvero nessuna considerazione a priori, insomma di avere autocontrollo come l'hai inteso tu qui? Avere autocontrollo in stò modo è anche mantenere una grande considerazione dei propri stati emotivi, questo intendo,
altre idee?
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