Inviato: Wed May 28, 2008 13:35 pm Oggetto: Re: Diventare amici:il grande enigma
Chioccioccolata ha scritto:
...
E voi avete il mio stesso impedimento?
Credo di far e di aver sempre fatto molta fatica ad avere degli amici (...non che mi interessi molto averne però...) a causa, prima di tutto, come ci si potrebbe facilmente aspettare da un utente di questo forum, della forte ansia che sperimento in situazioni sociali (...non manca mai anche se, a volte, forse non si nota...) ma non solo, è anche vero che sono una persona estremamente diffidente (...soprattutto nei confronti degli esseri umani...), quando conosco qualcuno comincio a star costantemente "in guardia" (...soprattutto se ho a che fare con dei maschi dato che, per mia esperienza, so che sono i più inclini all'aggressività...): il problema è che, perchè io possa giungere a sentirmi abbastanza sicuro e ad abbassarla, possono passare anche degli anni (...non molto tempo fa, discutendone col mio terapeuta, dicevo che <<...è come se tenessi un'arma sempre puntata contro la gente, come farebbe un'ipotetico esploratore che, in India o non so dove, si trovasse inaspettatamente di fronte ad una tigre, con la differenza che io, di una qualsiasi tigre, già mi fiderei molto più che di un qualsiasi essere umano. Le tigri possono ferire nella carne, non nell'animo...>>.). Dipende dall'effetto che, quella persona, mi fa...alcune mi inducono a svelarmi più facilmente, altre meno, altre ancora per niente. Poi c'è l'evidente fatto che sono di pochissime parole (...soprattutto con chi, volendo oppure no, mi spinge a chiudermi e/o che conosco poco...) e, in passato, per questa mia caratteristica, ho cominciato a venir sistematicamente evitato da chi ne era, ormai, fin troppo stanco (...annoiato...). Non lo biasimo. Insomma...credo sia tutto legato alla mia sensibilità ed ai segni che si porta addosso.
L'ultima modifica di Simba_e_Dany il Wed May 28, 2008 14:31 pm, modificato 3 volte
- riuscire a trasmettere l'affetto: imparare il linguaggio delle emozioni, tradurle in gesti che l'altra persona possa capire e sentire. "Spiegare l'affetto" non funziona quasi mai [...]
Se queste cose sono presenti poi sta all'altro fare lo stesso...
C'è da augurarsi che funzioni sempre di più.
"Se questa cosa è presente"... non stiamo parlando di una cosa facile, certo, se il fobico la considera una cosa solo formale allora sì che deve capirne invece l'importanza. Ma se l'intenzione di avere questa abilità c'è, e anche lo sforzo, secondo me meriterebbe di essere premiato anche prima di averle raggiunte (anche perchè poi diventerebbe più facile).
Si certo, ci si dovrebbe venire incontro a vicenda, come il sogno di un'unità linguistica...se ognuno avesse la competenza passiva di ogni lingua, continuando a parlare la sua, ci si capirebbe tutti.
Anche fra fobici però non funziona quasi mai lo spiegare razionalmente i propri sentimenti, ne ho avuto diverse conferme in questo forum...è proprio una questione di canali diversi: le spiegazioni logiche appartengono alla parte razionale conscia, le emozioni e i sentimenti (e i gesti che le scatenano) a qualcosa di più profondo e inconscio.
Un discorso in cui ti spiego i motivi per i quali ti voglio bene, anche se sincero, è un qualcosa che appartiene ad un canale diverso e agisce su parti diverse di noi, rispetto ad una carezza, un abbraccio o uno sguardo tenero.
Si certo, ci si dovrebbe venire incontro a vicenda, come il sogno di un'unità linguistica...se ognuno avesse la competenza passiva di ogni lingua, continuando a parlare la sua, ci si capirebbe tutti.
Anche fra fobici però non funziona quasi mai lo spiegare razionalmente i propri sentimenti, ne ho avuto diverse conferme in questo forum...è proprio una questione di canali diversi: le spiegazioni logiche appartengono alla parte razionale conscia, le emozioni e i sentimenti (e i gesti che le scatenano) a qualcosa di più profondo e inconscio.
Un discorso in cui ti spiego i motivi per i quali ti voglio bene, anche se sincero, è un qualcosa che appartiene ad un canale diverso e agisce su parti diverse di noi, rispetto ad una carezza, un abbraccio o uno sguardo tenero.
Anch'io me ne sono accorgo e continuo ad accorgermi.
Ma la mia ipotesi è che la diffusione del mezzo di comunicazione verbale di internet potrebbe avere l'effetto, a lungo termine, di allenare le menti sempre di più alla meta-comunicazione.
Infatti la comunicazione extra-verbale risulta svantaggiata, al massimo si potranno inventare nuove faccine, ma sarà sempre l'aspetto verbale a prevalere, quindi i cervelli saranno sempre più allenati ad analizzare la parte verbale dei discorsi, e chi scrive sarà sempre più stimolato ad affinare la sua espressività verbale.
Ma ci vorranno ancora lunghe epoche di flaming-wars, guerre di trolls, confusioni dialettiche, prima che le persone lo capiranno, ma non credo che comunque sia irragionevole la mia ipotesi: non è mai stata provata una comunicazione come quella dei forum sulla popolazione media, che influisca in modo così diretto sull'uomo comune, non possiamo quindi sapere che effetto farebbe, la veste dello scettico non donerebbe a nessuno.
Nel presente però sono d'accordo con te: la meta-comunicazione è inattuabile.
Registrato: Jan 24, 2008 Messaggi: 369 Residenza: Emilia Romagna
Inviato: Wed May 28, 2008 14:23 pm Oggetto:
HurryUp ha scritto:
Anch'io me ne sono accorgo e continuo ad accorgermi.
Ma la mia ipotesi è che la diffusione del mezzo di comunicazione verbale di internet potrebbe avere l'effetto, a lungo termine, di allenare le menti sempre di più alla meta-comunicazione.
Infatti la comunicazione extra-verbale risulta svantaggiata, al massimo si potranno inventare nuove faccine, ma sarà sempre l'aspetto verbale a prevalere, quindi i cervelli saranno sempre più allenati ad analizzare la parte verbale dei discorsi, e chi scrive sarà sempre più stimolato ad affinare la sua espressività verbale.
Ma ci vorranno ancora lunghe epoche di flaming-wars, guerre di trolls, confusioni dialettiche, prima che le persone lo capiranno, ma non credo che comunque sia irragionevole la mia ipotesi: non è mai stata provata una comunicazione come quella dei forum sulla popolazione media, che influisca in modo così diretto sull'uomo comune, non possiamo quindi sapere che effetto farebbe, la veste dello scettico non donerebbe a nessuno.
Nel presente però sono d'accordo con te: la meta-comunicazione è inattuabile.
Vorrei avere il tuo stesso ottimismo a riguardo. E' sicuramente vero che in un contesto come il forum la comunicazione verbale e l'argomentazione logica sono favorite, ma proprio perchè la maggior parte delle persone non si sente a proprio agio con questo canale ho idea che l'evoluzione della rete andrà in senso opposto. La multimedialità diventa sempre più diffusa e già il fatto di vedersi in cam o "videochattare" sta diventando sempre più la norma, almeno fra le persone estroverse e i giovani, vedi anche il fenomeno di youtube. L'apparire conterà sempre più anche sulla rete. Il grande pregio di internet è di aver dato voce a chi non ce l'aveva, ma oltre ad aver amplificato l'informazione ha amplificato anche l'ignoranza. Chi non vuole imparare nuove modalità di comunicazione avrà in futuro sempre più spazio su internet, è solo questione di tecnologia: diffusione della banda larga, semplicità del mezzo ecc.
_________________ Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
- il tuo affetto dev'essere sincero: stimi l'altra persona, ti piace a tutto tondo nonostante i suoi difetti, non cerchi la sua presenza solo per colmare dei tuoi vuoti, se al posto suo ci fosse qualcun'altro non sarebbe la stessa cosa. Sacrificarti per questa persona, anche nelle piccole cose, non ti pesa. Desideri che questa persona sia felice.
- riuscire a trasmettere l'affetto: imparare il linguaggio delle emozioni, tradurle in gesti che l'altra persona possa capire e sentire. "Spiegare l'affetto" non funziona quasi mai, lo sto capendo recentemente a mie spese. Far sentire l'altra persona considerata e cercata. Farle capire che la pensi, che ti chiedi come sta e che t'interessa quello che dice, pensa e fa nella vita. Più che le grosse spiegazioni, sono i piccoli gesti sinceri che fanno sentire all'altro l'affetto.
Se queste cose sono presenti poi sta all'altro fare lo stesso...
Mmmmmhh... mi piglia male vabbè,cerchiamo di riportare la cosa su un piano concreto.
Ricapitolo:io ritengo che l'amicizia,o meglio lo stare bene insieme,il legame viscerale spontaneo nasca nel momento in cui fra me un'altra persona scatta un'interesse subitaneo reciproco,un'amonia,una semplicità nello stare insieme come se fossimo in presenza,in un certo senso,della copia di noi stesse(è una sensazione indefinibile,non posso spiegarla meglio di così).Questo mi è accaduto solo 3 volte:con la mia amica d'infanzia,con la mia migliore amica attuale,col mio ragazzo.
Però,come ho già detto,se aspetto che ricapiti ancora sto fresca.
La difficoltà di reperire amici dato il mio comportamento:Poichè appunto non posso sperare in ciò di cui ho parlato prima,le persone per poter essere potenziali amici devono avere semplicemente 2 catatteristiche:non starmi sul culo ed essere gradevoli/interessanti ai miei occhi.E qui si va bene perchè ce ne son tante.Solo che,per come sono fatta,mi è difficile interessarmi,partecipare,insomma assumere il ruolo di potenziale amica,per tanti motivi che qui è inutile spiegare.
Tenendo presente ciò che ho detto,mi serve che qualcuno mi indichi i passi "artificiali" da fare per arpionare i potenziali amici.Mi son spiegata?
_________________ E non sarai capace di evitare...la morte maligna!
Registrato: Jan 24, 2008 Messaggi: 369 Residenza: Emilia Romagna
Inviato: Wed May 28, 2008 15:43 pm Oggetto:
Chioccioccolata ha scritto:
Tenendo presente ciò che ho detto,mi serve che qualcuno mi indichi i passi "artificiali" da fare per arpionare i potenziali amici.Mi son spiegata?
Arpionare è relativamente facile, è mantenere i rapporti che è difficile.
Trova un interesse in comune e parlatene, cerca di far battute, di risultare simpatica. Fagli un sacco di domande sulla sua vita, alla maggior parte delle persone piace parlare di sé stessa e apprezzano che gli si chieda di loro. Se gli stai simpatica magari ti proporranno di uscire o di partecipare a qualche occasione sociale...
Più pratico di così! Se non ti va bene non so più che dire
_________________ Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
...uhm vediamo un pò..direi per prima cosa :
1_Osservare...e capire con chi si ha che fare...(non tutti amano parlare di sè..,non tutti amano stare allo scherzo,non tutti interagiscono facilmente)
2_Detto ciò, si può passare alle classiche domande del ciao-..cosa fai nella vita ...,quali sono i tuoi hobby...,i tuoi sogni...,e successivamente parlare un pò di te..della tua vita..delle tue aspirazioni...ecc ecc...
3_Penso che il resto nasca in modo naturale..una parola tira l'altra...,se hai la fortuna di conoscere una persona che magari condivide le tue passioni potete parlare di ciò...se invece ad esempio ti ritrovi di fronte al tuo opposto...puoi bisticciarci amichevolmente come facciamo io e barda...è comunque sempre un modo per confrontarsi e comprendere l'altro...
si può passare alle classiche domande del ciao-..cosa fai nella vita ...,quali sono i tuoi hobby...,i tuoi sogni...,e successivamente parlare un pò di te..della tua vita..delle tue aspirazioni...ecc ecc...
3_Penso che il resto nasca in modo naturale..una parola tira l'altra...,
Proprio le domande che mi spiazzano. Cosa fai nella vita, quali sono i tuoi hobby, i tuoi sogni... le trovo banali e ipocrite. Mi sentirei stupido a dire cose del genere, fobia a parte. Non riesco a parlare in questo modo, mentre la maggior parte della gente ci riesce bene. Questo è un'altro aspetto dell'essere umano che non so imitare. Da poco parlando con una, mi fa: "che caldo oggi!" io la guardo e non dico niente. Che avrei dovuto dire? Lei mi guarda come dire: "ma non rispondi?" poi continua a dire altre cose del genere e io continuo a non sapere come comportarmi. In questi casi cerco di abbozzare un sorriso per dimostrare che almeno sto prestando attenzione, ma nel silenzio più assoluto. Insomma nel mio caso una parola non tira l'altra. Mentre se mi fanno domande precise rispondo, a volte anche senza imbarazzo. Finito di rispondere però non so più che dire.
si può passare alle classiche domande del ciao-..cosa fai nella vita ...,quali sono i tuoi hobby...,i tuoi sogni...,e successivamente parlare un pò di te..della tua vita..delle tue aspirazioni...ecc ecc...
3_Penso che il resto nasca in modo naturale..una parola tira l'altra...,
Proprio le domande che mi spiazzano. Cosa fai nella vita, quali sono i tuoi hobby, i tuoi sogni... le trovo banali e ipocrite. Mi sentirei stupido a dire cose del genere, fobia a parte. Non riesco a parlare in questo modo, mentre la maggior parte della gente ci riesce bene. Questo è un'altro aspetto dell'essere umano che non so imitare. Da poco parlando con una, mi fa: "che caldo oggi!" io la guardo e non dico niente. Che avrei dovuto dire? Lei mi guarda come dire: "ma non rispondi?" poi continua a dire altre cose del genere e io continuo a non sapere come comportarmi. In questi casi cerco di abbozzare un sorriso per dimostrare che almeno sto prestando attenzione, ma nel silenzio più assoluto. Insomma nel mio caso una parola non tira l'altra. Mentre se mi fanno domande precise rispondo, a volte anche senza imbarazzo. Finito di rispondere però non so più che dire.
Esattamente,era anche di questo che parlavo.Io parlo volentieri e con passione solo se c'è qualcosa che mi interessa,negli altri casi...non vedo cosa dovrei dire.Se uno mi fa:oh,domenica vado al mare.Io che rispondo,che c'è da rispondere?Invece la gente si aspetta che qualcosa tu la dica;non è snobismo da parte mia,nè timidezza,proprio non ho nulla da dire.
Questo fa parte del problema,che credo di dover superare a forza;spero solo che poi ci sia una compensazione superato il ponte,sennò davvero mi devo rassegnare e rinunciare:ma almeno ci avrò provato.
bardamu2 ha scritto:
Chioccioccolata ha scritto:
Tenendo presente ciò che ho detto,mi serve che qualcuno mi indichi i passi "artificiali" da fare per arpionare i potenziali amici.Mi son spiegata?
Arpionare è relativamente facile, è mantenere i rapporti che è difficile.
Trova un interesse in comune e parlatene, cerca di far battute, di risultare simpatica. Fagli un sacco di domande sulla sua vita, alla maggior parte delle persone piace parlare di sé stessa e apprezzano che gli si chieda di loro. Se gli stai simpatica magari ti proporranno di uscire o di partecipare a qualche occasione sociale...
Più pratico di così! Se non ti va bene non so più che dire
Sì sì va bene,non ti sfavare!
Insomma,facciamo che io incontro Piripicchio da qualche parte e,siccome Piripicchio tanto male non è,mi metto in mente di farmelo amico.
Quindi tu dici:chiamarlo di mia spontanea volontà al cellulare(ogni quanto è lecito farlo e quanto ci si può aspettare che io lo faccia?)/proporgli di uscire/interessarmi con delle domande a lui e ai suoi problemi/parlare di cose che abbiamo in comune:è questo?
_________________ E non sarai capace di evitare...la morte maligna!
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