Dai, tranquilla, si tratta di un mito democratico: ce n'è abbastanza per tutti!
(Hurry, si fa per sdrammatizzare, eh, non te la prendere )
Bardazza è di ampie vedute..perciò non si offenderà se il fine settimana lo trascorrerai cn hurryno...(i giorni dispari son gia stati affidati a me xcio chi tardi arriva peggio alloggia .. )
L'intuito cresce progressivamente attraverso la continua associazione di idee.
L'intuito non "cresce progressivamente", ma si manifesta spontaneamente. Non è un oggetto reale e discernibile come lo è un pensiero, e quindi un'idea, ma è e sarà sempre un passo oltre la nostra comprensione, al di fuori del campo dell'analisi.
L'intuito si manifesta attraverso la continua dissociazione tra la sensazione e la sua categoria corrispondente, in assenza di questa associazione la sintesi tra le due non può avvenire e la sensazione provata non si trasforma in percezione. Questo implica che non c'è elaborazione di cosa si è visto, sentito, toccato, e il pensiero che sarebbe sorto dovuto a quello specifico stimolo non sorge più, di seguito con l'eventuale idea che avrebbe potuto venir fuori dall'associazione di quest'ultimi. E quando la mente è sgombra, calma e tranquilla, quando gli stimoli interni ed esterni non vengono elaborati solo allora l'intuito si può manifestare, perchè l'intuito è vuoto, e se noi diventiamo vuoto, noi diventiamo intuito. Così si manifesta l'intuizione.
Non è proprio un caso che la stra-grande maggiornaza delle grandi intuizioni del passato, siano apparse non quando lo studioso era immerso nei calcoli o nei pensieri, ma in situazioni di vita quotidiana, come in viaggio su un autobus o dentro un ascensore, come accedde per il signor Einstein. Non avendo tu chiaro (come d'altronde non ce l'ho neanche io), perchè una certa intuizione si manifesta hai scambiato quest'ultima per un processo cognitivo, quale la deduzione tramite associazione di idee, che non è un processo intuitivo, ma un semplice "rimuginare", come dice mia nonna.
Seriamente, cosa pensavi di proporre? Di trovarvi tutti in una piazzetta e chiedervi "qual'è la causa di quest'ansia, e la causa della causa? e della causa della causa della causa?" E una volta fatto il "brain-stornming" e aver messo in padella tutto, cosa succede? Un occhio non può guardarsi da solo, come una spada non può tagliarsi, così non possiamo penetrare nella nostra natura con lo stesso strumento di cui è composta. Niente, non succede niente. Ma comunque, mettiamo che anche solo uno di voi sappia già la risposta, perchè l'ha letta da qualche parte o perchè ci è arrivato per deduzione. (Per inciso, la causa della fobia è L'auto-importaza, ma questo è chiaro) Adesso? che si fa? Niente. Non abbiamo idea di che cosa sia quell' -auto davanti a importanza, e ancor meno di come trattarlo, e solo un'altro concetto piantato lì.
Ho quotato quella linea perchè mi è sembrata la parte centrale del discorso. Non mi sembra il caso di proseguire. Spegni l'emisfero sinistro.
L'intuito cresce progressivamente attraverso la continua associazione di idee.
L'intuito non "cresce progressivamente", ma si manifesta spontaneamente. Non è un oggetto reale e discernibile come lo è un pensiero, e quindi un'idea, ma è e sarà sempre un passo oltre la nostra comprensione, al di fuori del campo dell'analisi.
L'intuito si manifesta attraverso la continua dissociazione tra la sensazione e la sua categoria corrispondente, in assenza di questa associazione la sintesi tra le due non può avvenire e la sensazione provata non si trasforma in percezione. Questo implica che non c'è elaborazione di cosa si è visto, sentito, toccato, e il pensiero che sarebbe sorto dovuto a quello specifico stimolo non sorge più, di seguito con l'eventuale idea che avrebbe potuto venir fuori dall'associazione di quest'ultimi. E quando la mente è sgombra, calma e tranquilla, quando gli stimoli interni ed esterni non vengono elaborati solo allora l'intuito si può manifestare, perchè l'intuito è vuoto, e se noi diventiamo vuoto, noi diventiamo intuito. Così si manifesta l'intuizione.
Non è proprio un caso che la stra-grande maggiornaza delle grandi intuizioni del passato, siano apparse non quando lo studioso era immerso nei calcoli o nei pensieri, ma in situazioni di vita quotidiana, come in viaggio su un autobus o dentro un ascensore, come accedde per il signor Einstein. Non avendo tu chiaro (come d'altronde non ce l'ho neanche io), perchè una certa intuizione si manifesta hai scambiato quest'ultima per un processo cognitivo, quale la deduzione tramite associazione di idee, che non è un processo intuitivo, ma un semplice "rimuginare", come dice mia nonna.
Seriamente, cosa pensavi di proporre? Di trovarvi tutti in una piazzetta e chiedervi "qual'è la causa di quest'ansia, e la causa della causa? e della causa della causa della causa?" E una volta fatto il "brain-stornming" e aver messo in padella tutto, cosa succede? Un occhio non può guardarsi da solo, come una spada non può tagliarsi, così non possiamo penetrare nella nostra natura con lo stesso strumento di cui è composta. Niente, non succede niente. Ma comunque, mettiamo che anche solo uno di voi sappia già la risposta, perchè l'ha letta da qualche parte o perchè ci è arrivato per deduzione. (Per inciso, la causa della fobia è L'auto-importaza, ma questo è chiaro) Adesso? che si fa? Niente. Non abbiamo idea di che cosa sia quell' -auto davanti a importanza, e ancor meno di come trattarlo, e solo un'altro concetto piantato lì.
Ho quotato quella linea perchè mi è sembrata la parte centrale del discorso. Non mi sembra il caso di proseguire. Spegni l'emisfero sinistro.
Non ho affatto scambiato l'intuizione per un processo cognitivo.
Te lo spiego meglio con un'analogia: prendi l'idea di 1, l'idea di 2, e l'idea di 3.
Se tu sommi l'idea di 1 con l'idea di 2 ottieni l'idea di 3.
Il processo cognitivo ti è servito per creare quel canale che collegasse la tua mente all'idea del 3, ma l'idea del 3 non la percepisci come la somma di 1 e 2, la percepisci come un'idea che trascende l'operazione 1+2, che trascende il processo cognitivo, così come l'immagine tridimensionale dei due occhi trascende la somma delle immagini bidimensionali dei singoli occhi.
La continua associazione non serve per cercare l'intuizione, serve solo per creare il terreno mentale fertile perchè si sviluppi l'intuizione, in modo inconscio, nel silenzio, come dici tu.
E non dirmi che questo non funziona per favore, perchè ogni volta che attuo questo meccanismo ottengo sempre nuove intuizioni, per esempio nello studio del pianoforte, tutti i micromovimenti giusti delle mani non li potrei intuire se non facessi un'analisi attenta della dinamica dei movimenti tecnici e dei significati musicali.
Con il tuo scetticismo che cosa vuoi ottenere? Di vanificare ogni slancio intellettuale? Einstein le intuizioni le ha potute avere perchè aveva un terreno mentale ampio, ricco di informazioni, di deduzioni e analogie, non a caso chi non coltiva l'intelletto raramente ottiene intuizioni che siano qualitativamente buone, è raro.
EDIT: un'altra analogia per spiegarti come lego l'intuizione ai processi cognitivi senza ridurlo a processo cognitivo, è il passaggio al limite nell'analisi.
Una serie di infiniti addendi che converge a 3, non darà mai il risultato 3 attraverso la somma degli addendi: 3 non fa parte di nessuno sviluppo della serie.
Ma con il passaggio al limite, la serie, in un certo senso, crea le indicazioni per raggiungere, con la mente, il numero 3.
Il passaggio al limite non è un processo analogo alla somma, è un salto di livello, quindi trascende il processo della somma.
Con il tuo scetticismo che cosa vuoi ottenere? Di vanificare ogni slancio intellettuale? Einstein le intuizioni le ha potute avere perchè aveva un terreno mentale ampio, ricco di informazioni, di deduzioni e analogie, non a caso chi non coltiva l'intelletto raramente ottiene intuizioni che siano qualitativamente buone, è raro.
Certamente nessuna grande scoperta è stata fatta senza una base ferrea di terreno mentale ampio, ricco di informazioni, di deduzioni e analogie, esperienze precedenti e conoscenze già assimilate, oltre che da tempo ingente di duro lavoro intellettuale affinchè potesse essere portata a compimento.
Problema... Questa non sarebbe una grande scoperta, ma una grandissima scoperta, anzi La scoperta. Si tratta non solo di poter capire la natura umana, cioè risalire a quell'intricata rete di cause sgradevolmente alloggiate nel nostro inconscio e tirarle fuori, ma anche di applicarle. Aahahahah.
E quì sta la differenza fondamentale tra il conoscere la causa della malattia, che è in sostanza il primo e "semplice" passo (tra virgolette perchè si sa, alcuni non ci arriveranno mai), scoprire la medicina adatta a curarla (e mi dispiace, non è il rivotril), e assumere il farmaco (non basta avere la medicina in mano e rallegrarsi leggendo l'etichetta).
Il primo punto si può probabilmente ottenere alla "tua maniera": Spulciando, analizzando, e deducendo le conculsioni. Ma come dicevo, per alcuni può anche non essere un'impresa titanica. Ma... MA, mancano gli altri due passaggi: Conoscendo la malattia e quindi la sua causa, bisogna avere la cura e assumerla. A questo punto, buio totale, nessuno sa di cosa parlo, compreso me stesso.
Nei secoli sono state comunque elaborate varie medicine, quelle che fanno riferimento al campo della psicologia, e anche vari modi per somministrarle, uno tra i quali è andare dal terapeuta. Ma non ci credo particolarmente, anche perchè la maggior parte dei "professionisti" sono cani affamati di soldi, pieni di problemi che hanno la pretesa di curare quelli degli altri, quando loro stessi a malapena si distinguono dalla merda. Mah, ho perso il filo del discorso. Comunque ho altro da dire (devo andare a mangiare).
Concludo ribadendo che conoscendo quale sia la causa di un tumore, nulla comunque si sa di come curarlo. Le parole valgono poco.
_________________ Dove il pensiero sorge e dove esso si dissolve, lì devi giungere, figlio mio.
Inviato: Wed Jun 18, 2008 01:54 am Oggetto: Re: Terapia ideale
zero ha scritto:
HurryUp ha scritto:
Con il tuo scetticismo che cosa vuoi ottenere? Di vanificare ogni slancio intellettuale? Einstein le intuizioni le ha potute avere perchè aveva un terreno mentale ampio, ricco di informazioni, di deduzioni e analogie, non a caso chi non coltiva l'intelletto raramente ottiene intuizioni che siano qualitativamente buone, è raro.
Certamente nessuna grande scoperta è stata fatta senza una base ferrea di terreno mentale ampio, ricco di informazioni, di deduzioni e analogie, esperienze precedenti e conoscenze già assimilate, oltre che da tempo ingente di duro lavoro intellettuale affinchè potesse essere portata a compimento.
Problema... Questa non sarebbe una grande scoperta, ma una grandissima scoperta, anzi La scoperta. Si tratta non solo di poter capire la natura umana, cioè risalire a quell'intricata rete di cause sgradevolmente alloggiate nel nostro inconscio e tirarle fuori, ma anche di applicarle. Aahahahah.
E quì sta la differenza fondamentale tra il conoscere la causa della malattia, che è in sostanza il primo e "semplice" passo (tra virgolette perchè si sa, alcuni non ci arriveranno mai), scoprire la medicina adatta a curarla (e mi dispiace, non è il rivotril), e assumere il farmaco (non basta avere la medicina in mano e rallegrarsi leggendo l'etichetta).
Il primo punto si può probabilmente ottenere alla "tua maniera": Spulciando, analizzando, e deducendo le conculsioni. Ma come dicevo, per alcuni può anche non essere un'impresa titanica. Ma... MA, mancano gli altri due passaggi: Conoscendo la malattia e quindi la sua causa, bisogna avere la cura e assumerla. A questo punto, buio totale, nessuno sa di cosa parlo, compreso me stesso.
Nei secoli sono state comunque elaborate varie medicine, quelle che fanno riferimento al campo della psicologia, e anche vari modi per somministrarle, uno tra i quali è andare dal terapeuta. Ma non ci credo particolarmente, anche perchè la maggior parte dei "professionisti" sono cani affamati di soldi, pieni di problemi che hanno la pretesa di curare quelli degli altri, quando loro stessi a malapena si distinguono dalla merda. Mah, ho perso il filo del discorso. Comunque ho altro da dire (devo andare a mangiare).
Concludo ribadendo che conoscendo quale sia la causa di un tumore, nulla comunque si sa di come curarlo. Le parole valgono poco.
Caro Zero, sono affascinato dall'elaborazione della tua risposta, si coglie bene, tra le righe, lo slancio dell'intuito, dal trampolino della logica, squisitamente umano, della tua risposta.
Ma pensa se queste elucubrazioni costruttive fossero fatte in un clima di positivismo intellettuale, sorretto dall'intuizione che, nonostante tutte le apparenti contraddizioni, ostacoli, impotenze individuali di fronte a un problema, riesca a puntare il bersaglio della soluzione e centrarlo, alimentata dalla razionale fiducia delle proprie forze intellettuali e intuitive.
E ora pensa se questa fiducia fosse alimentata collettivamente, nella reciproca fiducia nella guida della logica nel campo del sentimento, nel sigillo di un'alleanza, di un patto sociale e morale collettivo, nel vagheggiamento idealistico, ma allo stesso tempo più concreto che mai, di una perfetta riuscita, di una perfetta armonia con se' stessi e l'ambiente che ci circonda, potesse attualizzarsi in un lavoro concreto, vivo e palpitante, di un gruppo di individui uniti da una solida volontà, pensa per un attimo... dove si potrebbe arrivare!
Certo tutto questo appare assurdo, se non fosse guidato dalla logica, dall'intuizione che per qualunque problema... esiste una soluzione.
Ora sono sotto l'effetto di due tennets super medie e due jack daniels, ma soprattutto sono sotto l'effetto della logica e dell'intuito più razionale che possa sentire.
Se vogliamo essere logici fino in fondo, non possiamo che concludere che non può esserci problema senza possibilità concreta di soluzione, quindi ogni energia spesa per cercare razionalmente questa concreta soluzione... non può essere un'energia spesa a vuoto. Non credi?
Registrato: May 30, 2008 Messaggi: 823 Residenza: Ortaggiolandia
Inviato: Wed Jun 18, 2008 10:11 am Oggetto: Re: Terapia ideale
HurryUp ha scritto:
Caro Zero
[...]
E ora pensa se questa fiducia fosse alimentata collettivamente, nella reciproca fiducia nella guida della logica nel campo del sentimento, nel sigillo di un'alleanza, di un patto sociale e morale collettivo, nel vagheggiamento idealistico, ma allo stesso tempo più concreto che mai, di una perfetta riuscita, di una perfetta armonia con se' stessi e l'ambiente che ci circonda, potesse attualizzarsi in un lavoro concreto, vivo e palpitante, di un gruppo di individui uniti da una solida[e unica]volontà, pensa per un attimo... dove si potrebbe arrivare!
Ora sono sotto l'effetto di due tennets super medie e due jack daniels, ma soprattutto sono sotto l'effetto della logica e dell'intuito più razionale che possa sentire.
Se vogliamo essere logici fino in fondo [...]
Perdiana! E' un mito, è un mito!
E' lui, è lui il nostro nuovo L. Ron Hubbard!
*seguono ovazioni e svenimenti vari della folla gremita accorsa per l'occasione*
Speriamo che l'ironia non diventi un pretesto per giustificare la nostra poca elasticità mentale. Avrei preferito che mi accostassi a Russel:
Gli uomini temono il pensiero come nessun altra cosa sulla terra, - più della rovina – persino più della morte………… Il pensiero è sovversivo è rivoluzionario, distruttivo e terribile, il pensiero è spietato contro il privilegio, le istituzioni costituite [scientology, ndr], e le comode abitudini. Il pensiero guarda dentro la buca dell’inferno e non ha paura. Il pensiero è grande veloce e libero, la luce del mondo, è la principale gloria dell’uomo
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi