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fobiasociale.com :: Leggi argomento - Quando a rompere le scatole è la sorella
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Quando a rompere le scatole è la sorella
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Ansia Sociale Forum Generale
Autore Messaggio
Tripl
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Registrato: May 31, 2008
Messaggi: 421

MessaggioInviato: Sat Jul 05, 2008 11:40 am    Oggetto: Rispondi citando

mandala a fare in culo ,non capiscono un cazzo loro della tua situzione ...per loro e cosi' facile trovare la fidanzata o scherzare cosi' ma non hanno capito un cazzo i cosi' detti normaloni Evil or Very Mad


_________________
100% anticonformista...
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Serotonino2
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Registrato: Jan 17, 2008
Messaggi: 178
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MessaggioInviato: Sat Jul 05, 2008 12:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

harvest ha scritto:


Crying or Very sad meaaoooo

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Viridian
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Registrato: Jun 21, 2008
Messaggi: 150

MessaggioInviato: Sat Jul 05, 2008 13:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Massì, dovrei evitare di applicarmi così...

Comunque sia, Tristan, non devi scusarti di nulla. Anzi, mi vedo costretto a ripetermi e a rinnovare i ringraziamenti per l'interessamento =)

Per il resto, non credo che avendo parlato di "problemi" si sia allarmata oltremodo - ricordiamo che in fondo ( Confused ) si tratta di piccole noie (o presunte tali) di matrice psicologica. Non voglio generalizzare e sminuire il tutto ma per farmi capire ti farò un altro esempio: per lei, anche la rottura con il fidanzato rappresenta certo un problema ma non un evento del tutto totalizzante; si sta male, si piange ma si cerca di andare avanti per l'appunto.

E' una visuale che in qualche modo condivido.

Quando da me si tirano fuori i "problemi" presentandoli come tali, già si parte decisamente svantaggiati e malvisti =p Non so se mi spiego. Questo "svalorizzare a priori" è un brutto modo di relazionarsi con gli altri - ed anche con sé stessi - dal momento che si cerca di semplificare il tutto pur di non dargli eccessiva pesantezza e rilevanza, aiutandosi con degli atteggiamenti un po' scocciati ed un po' superficiali. Atteggiamenti che, purtroppo, non generano di certo conforto; il tutto, contornato da una disarmante sincerità e da un clima di ansia che inconsapevolmente gli stessi atteggiamenti - un po' forzati - finiscono con il creare =)

Forse non si è capito nulla ma non saprei come spiegarlo altrimenti.

Io, tra parentesi, sono un po' un'eccezione nell'ambito della mia famiglia - però chiaramente anche io cerco di non dare troppo peso alle cose, sia che si tratti di vicende mie che di altre persone - curando però di evitare quei famosi atteggiamenti che tanto demoralizzano ed infastidiscono.

Ma non posso pretendere che gli altri (i miei familiari, intendo) stiano lì ad accompagnarmi per mano nella risoluzione (o nell'accettazione) dei miei crucci - ormai è da tanto, oserei dire da sempre che mi arrangio da solo psicologicamente parlando. O semmai con l'aiuto di qualche amico, dato che un occhio esterno alla vicenda può essere molto prezioso.

Sia io che lei abbiamo un culto piuttosto singolare in merito al bisogno di pace nei momenti clou. Lei mi fulminerebbe se la pressassi con domande incalzanti nei periodi sbagliati - io credo che, in circostanze simili, la carbonizzerei Wink Almeno in questo, sembra, ci intendiamo e ci rispettiamo.

Per adesso, comunque, sembra essersi calmata. Speriamo continui così... Vi terrò informati (spero il meno possibile, a questo punto). ^^"

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Viridian
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Registrato: Jun 21, 2008
Messaggi: 150

MessaggioInviato: Mon Jul 07, 2008 13:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

No, qui urge un aggiornamento.

L'ultima che mi ha detto così, ex improviso - e suonando seriamente preoccupata: "Ma non è che tu prendi e ti butti giù, vero? Io ti vedo debole, emotivo.. Che ti fai dei problemi che non sussistono. Forse è questione di età.. O anche di carattere.. No vabè però anche io all'età tua ero più così ma uno non deve..."

E via dicendo. Io mi sono rotto e questa volta ve lo dico nella maniera più maccheronica e genuina di cui sono capace. Mi sono rotto, per l'appunto. Tutto quel che ho conseguito sotto un punto di vista di serenità psicologica è da ascriversi unicamente ai miei sforzi; qualche persona amica ci è stata e si è rivelata un prezioso conforto ma le mie prese di coscienza sono unicamente ed inequivocabilmente dovute a me e al mio lavorìo mentale.

Sono IO ad essermi detto da solo di non farla finita. Sono IO ad essermi trovato i phàrmaka, temporanei o meno che siano, per stare bene. Sono sempre ed ancora IO a sforzarmi di non pensarci e d'essere tranquillo.

Non avevo tenuto in conto, tuttavia, le cure dell'amorevole sorellina maggiore. Mi da fastidio. Forse sono strano, forse son sbagliato ma mi crea sinceramente noia che mi si dica cosa sarebbe meglio fare nel momento in cui mi sto già sforzando - o mi sono sforzato - di stare meglio. Sembra quasi che il mio operato sia vano, sembra quasi che sia qualcosa di così palese e grave che richieda una sottolineatura, di quelle vistose e vivaci.

Poi, "mi raccomando, fai quello che ti piace fare, se per esempio non ti piace andare al mare non ci andare... No vabè, poi magari qualche volta vacci perché uno sai, certe volte deve dirsi di fare cose che non gli piacciono..."

Ma questa era la mia filosofia, DIAMINE DI UNA LADRA! Con questo stesso pensiero sono andato a mare la scorsa settimana - a me non piace granché - ma ci sono restato per diverso tempo, proprio perché volevo "obbligarmi", per vedere cosa ne sarebbe uscito. E francamente mi sono visto anche molto naturale. Ci sono andato una volta, forse poca cosa, me ne rendo conto: ma io mi sono applicato - per il resto non sono così vuoto da dovermi forzare ogni volta a fare cose che non farei, non mi piace, faccio uno o due tentativi; non mi aggrada, punto.

E invece no. C'è anche in conto il fatto che io non sappia fare questi ragionamenti, che io sia così "debole e fragile" da non pensare nemmeno a una soluzione, nemmeno a qualcosa per andare avanti, nemmeno ad uno straccio di reazione. Sto riflettendo e provando a reagire da anni ormai - reagire? ormai mi dico che sto bene e che devo semplicemente stare tranquillo - ed ogni volta ho esiti diversi con sforzi diversi - che effettivamente sto tentando di fare. Non puoi arrivare TU, bella, apprensiva e gentile e attentare a tutto quel che ho.

Non ne sei al corrente, d'accordo. Ma chi ti autorizza a parlare? E se io ti dicessi "mica ti suicidi perché sei stata lasciata, vero?" tu non mi guarderesti storto? Credo proprio di sì - eppure io ho la decenza e il tatto di non farlo mai.

Morale? Neppure provare ad aiutarla è servito a farmela piacere o farle capire come avrei voluto esser trattato. Lo ripeto, mi son rotto. E non è solo una questione di prese in giro come potrete aver capito - è una vera e propria rottura di scatole, anche in ambito più propriamente serio.

Poi mi passa, lo so. Poi la zittisco e le dico che mi irrita quando parla così - lei si offende un po' e poi finisce là. Ma che noia! Ora magari - anzi, sicuramente! - il fatto che io "sia debole e fragile" si ricollega all'evento dell'altra volta - cioè a quando l'altra volta le ho risposto in maniera un po' troppo animata. E me lo fai anche notare? Grande aiuto!
In pratica son braccato: se le rispondo per "farmi rispettare" son pesante, mi faccio problemi, sono debole e fragile (!) e quindi mi devo sentire queste cose.

Io la ignoro, ho deciso.

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Serotonino78
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Registrato: Dec 06, 2007
Messaggi: 581
Residenza: palermo

MessaggioInviato: Mon Jul 07, 2008 14:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Serotonino2 ha scritto:
harvest ha scritto:


Crying or Very sad meaaoooo


bau bau bau bau Laughing


_________________
La vita è amore, amare=dare=lottare contro la propria indole individualistica e mettersi al servizio del prossimo=emozioni=vita
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Tristan
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MessaggioInviato: Mon Jul 07, 2008 14:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Viridian ha scritto:
No, qui urge un aggiornamento.

L'ultima che mi ha detto così, ex improviso - e suonando seriamente preoccupata: "Ma non è che tu prendi e ti butti giù, vero? Io ti vedo debole, emotivo.. Che ti fai dei problemi che non sussistono. Forse è questione di età.. O anche di carattere.. No vabè però anche io all'età tua ero più così ma uno non deve..."

E via dicendo. Io mi sono rotto e questa volta ve lo dico nella maniera più maccheronica e genuina di cui sono capace. Mi sono rotto, per l'appunto. Tutto quel che ho conseguito sotto un punto di vista di serenità psicologica è da ascriversi unicamente ai miei sforzi; qualche persona amica ci è stata e si è rivelata un prezioso conforto ma le mie prese di coscienza sono unicamente ed inequivocabilmente dovute a me e al mio lavorìo mentale.

Sono IO ad essermi detto da solo di non farla finita. Sono IO ad essermi trovato i phàrmaka, temporanei o meno che siano, per stare bene. Sono sempre ed ancora IO a sforzarmi di non pensarci e d'essere tranquillo.

Non avevo tenuto in conto, tuttavia, le cure dell'amorevole sorellina maggiore. Mi da fastidio. Forse sono strano, forse son sbagliato ma mi crea sinceramente noia che mi si dica cosa sarebbe meglio fare nel momento in cui mi sto già sforzando - o mi sono sforzato - di stare meglio. Sembra quasi che il mio operato sia vano , sembra quasi che sia qualcosa di così palese e grave che richieda una sottolineatura, di quelle vistose e vivaci.

Poi, "mi raccomando, fai quello che ti piace fare, se per esempio non ti piace andare al mare non ci andare... No vabè, poi magari qualche volta vacci perché uno sai, certe volte deve dirsi di fare cose che non gli piacciono..."

Ma questa era la mia filosofia, DIAMINE DI UNA LADRA! Con questo stesso pensiero sono andato a mare la scorsa settimana - a me non piace granché - ma ci sono restato per diverso tempo, proprio perché volevo "obbligarmi", per vedere cosa ne sarebbe uscito. E francamente mi sono visto anche molto naturale. Ci sono andato una volta, forse poca cosa, me ne rendo conto: ma io mi sono applicato - per il resto non sono così vuoto da dovermi forzare ogni volta a fare cose che non farei, non mi piace, faccio uno o due tentativi; non mi aggrada, punto.

E invece no. C'è anche in conto il fatto che io non sappia fare questi ragionamenti, che io sia così "debole e fragile" da non pensare nemmeno a una soluzione, nemmeno a qualcosa per andare avanti, nemmeno ad uno straccio di reazione. Sto riflettendo e provando a reagire da anni ormai - reagire? ormai mi dico che sto bene e che devo semplicemente stare tranquillo - ed ogni volta ho esiti diversi con sforzi diversi - che effettivamente sto tentando di fare. Non puoi arrivare TU, bella, apprensiva e gentile e attentare a tutto quel che ho.

Non ne sei al corrente, d'accordo. Ma chi ti autorizza a parlare? E se io ti dicessi "mica ti suicidi perché sei stata lasciata, vero?" tu non mi guarderesti storto? Credo proprio di sì - eppure io ho la decenza e il tatto di non farlo mai.

Morale? Neppure provare ad aiutarla è servito a farmela piacere o farle capire come avrei voluto esser trattato. Lo ripeto, mi son rotto. E non è solo una questione di prese in giro come potrete aver capito - è una vera e propria rottura di scatole, anche in ambito più propriamente serio.

Poi mi passa, lo so. Poi la zittisco e le dico che mi irrita quando parla così - lei si offende un po' e poi finisce là. Ma che noia! Ora magari - anzi, sicuramente! - il fatto che io "sia debole e fragile" si ricollega all'evento dell'altra volta - cioè a quando l'altra volta le ho risposto in maniera un po' troppo animata. E me lo fai anche notare? Grande aiuto!
In pratica son braccato: se le rispondo per "farmi rispettare" son pesante, mi faccio problemi, sono debole e fragile (!) e quindi mi devo sentire queste cose.

Io la ignoro, ho deciso.


La mia idea di sorella non era poi così campata in aria: sta palesemente tentando (ripeto: a modo suo, per il tipo di rapporto che avete costruito negli anni, per come siete abituati a relazionarvi) di tenderti una mano. La sua mano. E tu non le perdoni di non averlo fatto quando anni fa ne avevi più bisogno. Ora vorresti che apprezzasse i tuoi sforzi e invece ti rifila la tua stessa filosofia, diamine di una ladra (cieca e ottusa Wink). Mi domando come riuscirai davvero a ignorare una persona dal cui giudizio dipendi così tanto (un momento ti fa sentire debole e fragile, un momento dopo pesante; chiedi a lei, anzi pretendi che riconosca da sola i tuoi sforzi: non li riconosce - perché magari li ignora - e tanto basta perché tu veda messo in discussione tutto quel che hai... e via discorrendo).
Si sente autorizzata a parlare in quanto sorella (pure maggiore) che forse soltanto di recente ha capito di non esserci stata davvero per te (e vuole, vorrebbe rimediare). E, secondo me, perché non sei chiaro abbastanza. Rassicurala 'sta povera sorella*, falle capire che ce la fai da solo (o comunque benissimo senza di lei), che apprezzi il suo interessamento ma che oltre non deve spingersi (se è questo che vuoi).
Se vuoi ignorarla devi però farlo anche quando verrà a chiedere il tuo conforto al prossimo problema col fidanzato, o, che so io, anche solo per un unghia spezzata. Insomma, il messaggio deve essere chiaro. Sono sorelle, sono strane per definizione. Wink

*a proposito: a me più che antipatia comincia a fare sempre più tenerezza, che ti devo di'.

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MessaggioInviato: Mon Jul 07, 2008 14:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Ora vorresti che apprezzasse i tuoi sforzi


Più che apprezzarli, che non mi facesse notare quanto siano vani. Non è che ambisca a qualche particolare "riconoscimento implicito", piuttosto vorrei che non mi smontassero quel poco che mi son costruito e che sto provando a rinsaldare - forse è la stessa cosa, non so.

Non quando me ne sto per conto mio, almeno.

Citazione:
chiedi a lei, anzi pretendi che riconosca da sola i tuoi sforzi: non li riconosce - perché magari li ignora - e tanto basta perché tu veda messo in discussione tutto quel che hai...


Perdonami, ma è troppo filosofico come discorso e non riesco a collocarmici. Non pretendo nulla da lei - mi ripeto, vorrei esser lasciato in pace, almeno qui, almeno a casa, dove posso togliermi la maschera. La gente parla e parlerà sempre, è risaputo, ma con la gente avrò modo di regolarmi e di rispondere a tono - o di ignorare, come meglio mi aggraderà e come sarà più conveniente fare a seconda delle circostanze future.

Lei resta mia sorella - e soprattutto, io resto una persona rispettosa, questo è un piccolo inciso.

Sono senza dubbio molto meno forte di quel che vorrei far credere - e a quanto pare le mie capacità di recitazione sono ben peggiori di quanto pensassi. Non l'avevo calcolato... Smile
Purtroppo la verità è un'altra: dico tanto di non importarmene di niente e di nessuno quando in realtà questa risposta è sorta proprio in seguito ad un'eccessiva considerazione delle parole del prossimo. Parliamoci chiaro, quand'anche un mio... cugino (che peraltro non vedo da più di dieci anni) mi avesse detto qualcosa di simile, mi sarei sentito in qualche modo un po' turbato, lo ammetto. Ovviamente con la sorella c'è tutto un altro retroscena.

Sono io che son... "rovinato" ma non credo di essere rimasto a zero. Qualcosa l'ho fatta per cercare di stare meglio. Chiaramente stare in silenzio non è indicativo di atarassia, d'accordo - ma non ha decisamente tatto nel volermi aiutare così.

Comunque hai ragione quando dici che non riuscirò ad ignorarla: difatti non lo farò, lascerò e correre e mi passerà, anche questa volta. Ma poi tornerà - e mi passerà. Ed ancora, ed ancora.

Vedi? Alla fine la morale è sempre quella - sono io l'antipatico Smile

Gli altri volevano solamente aiutarmi.

Se ho male interpretato qualche punto, dimmelo pure =)

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Tristan
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Registrato: May 30, 2008
Messaggi: 588
Residenza: Ortaggiolandia

MessaggioInviato: Mon Jul 07, 2008 17:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Viridian ha scritto:
Citazione:
Ora vorresti che apprezzasse i tuoi sforzi


Più che apprezzarli, che non mi facesse notare quanto siano vani. Non è che ambisca a qualche particolare "riconoscimento implicito", piuttosto vorrei che non mi smontassero quel poco che mi son costruito e che sto provando a rinsaldare - forse è la stessa cosa, non so.

Non quando me ne sto per conto mio, almeno.

Citazione:
chiedi a lei, anzi pretendi che riconosca da sola i tuoi sforzi: non li riconosce - perché magari li ignora - e tanto basta perché tu veda messo in discussione tutto quel che hai...


Perdonami, ma è troppo filosofico come discorso e non riesco a collocarmici. Non pretendo nulla da lei - mi ripeto, vorrei esser lasciato in pace, almeno qui, almeno a casa, dove posso togliermi la maschera. La gente parla e parlerà sempre, è risaputo, ma con la gente avrò modo di regolarmi e di rispondere a tono - o di ignorare, come meglio mi aggraderà e come sarà più conveniente fare a seconda delle circostanze future.

Lei resta mia sorella - e soprattutto, io resto una persona rispettosa, questo è un piccolo inciso.

Sono senza dubbio molto meno forte di quel che vorrei far credere - e a quanto pare le mie capacità di recitazione sono ben peggiori di quanto pensassi. Non l'avevo calcolato... Smile
Purtroppo la verità è un'altra: dico tanto di non importarmene di niente e di nessuno quando in realtà questa risposta è sorta proprio in seguito ad un'eccessiva considerazione delle parole del prossimo. Parliamoci chiaro, quand'anche un mio... cugino (che peraltro non vedo da più di dieci anni) mi avesse detto qualcosa di simile, mi sarei sentito in qualche modo un po' turbato, lo ammetto. Ovviamente con la sorella c'è tutto un altro retroscena.

Sono io che son... "rovinato" ma non credo di essere rimasto a zero. Qualcosa l'ho fatta per cercare di stare meglio. Chiaramente stare in silenzio non è indicativo di atarassia, d'accordo - ma non ha decisamente tatto nel volermi aiutare così.

Comunque hai ragione quando dici che non riuscirò ad ignorarla: difatti non lo farò, lascerò e correre e mi passerà, anche questa volta. Ma poi tornerà - e mi passerà. Ed ancora, ed ancora.

Vedi? Alla fine la morale è sempre quella - sono io l'antipatico Smile

Gli altri volevano solamente aiutarmi.

Se ho male interpretato qualche punto, dimmelo pure =)


Se in qualche modo ti induco a concludere che la morale è sempre quella, che sei tu l'antipatico, allora faccio solo danno. Sad
Non la metterei nemmeno sotto l'ottica dell'antipatia o simpatia, secondo me è fuorviante in questo contesto (tra voi due, dico).

Se come dici non cerchi nessun riconoscimento implicito (positivo), almeno - se vuoi ignorarla e che ti sia indifferente - non prendere nemmeno in considerazione un riconoscimento implicito negativo dei tuoi sforzi, come invece sembri fare con grande facilità. Vedi la reazione alla sua ultima uscita, per esempio: il suo punto di vista ("Ti vedo debole, emotivo.. Che ti fai problemi che non sussistono") diventa passivamente il tuo. Il punto di vista di una persona che ti conosce poco e/o male.
Oppure la faccenda del mare: le raccomandazioni di una sorella (anche a tuo dire) preoccupata che suonano così "mi raccomando, fai quello che ti piace fare, se per esempio non ti piace andare al mare non ci andare... No vabè, poi magari qualche volta vacci perché uno sai, certe volte deve dirsi di fare cose che non gli piacciono...", con vari capitomboli e salti mortali (Wink) si traducono in: "C'è anche in conto il fatto che io non sappia fare questi ragionamenti, che io sia così "debole e fragile" da non pensare nemmeno a una soluzione". Un attentato a tutto quello che hai.
Ma che tu al mare ci eri andato la settimana scorsa, forzandoti proprio come adesso ti dice lei, e che ti sei detto che se una cosa non ti aggrada (dopo averla pure provata) non la fai (punto), lei lo sa? glielo hai detto? O era solo un pensiero che però lei è tenuta a conoscere? (da come lo racconti sembrerebbe così)
In ogni caso, a me - da qui, dall'esterno - non pare affatto che da quella raccomandazione si possano trarre necessariamente quelle conclusioni.

Non mi viene da aggiungere altro, per il momento(?) (spero di non fare altri danni Smile)

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MessaggioInviato: Tue Jul 08, 2008 00:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Stai andando benissimo, Tristan, mi hai sopportato per ben tre post di fila =p

Dicevamo...

Che io sia "l'antipatico" che non ama ricever consigli dagli altri non è frutto delle tue constatazioni, tranquillo - è un lato peculiare di me. Ovviamente non zittisco tutte le persone che provano a dirmi qualcosa per smuovermi, darmi conforto o spronarmi ad una reazione ma generalmente preferisco vedermela da solo, specialmente se si tratta di problemi psico-sociali. Prima non ero così all'erta quando si trattava di parlare con gli altri; attualmente invece mi riscopro alquanto suscettibile. Ovviamente questo aspetto di me con gli estranei viene smorzato da un certo sarcasmo e dal fatto che non ci si conosce - con chi invece ha spesso a che fare con me è tutta un'altra musica.

Citazione:
Se come dici non cerchi nessun riconoscimento implicito (positivo), almeno - se vuoi ignorarla e che ti sia indifferente - non prendere nemmeno in considerazione un riconoscimento implicito negativo dei tuoi sforzi, come invece sembri fare con grande facilità.


Ho già detto che alla fine non riuscirò ad ignorarla oltremodo. E, forse non ho capito bene io quel che intendevi, continuo a pensare che non cercare un riconoscimento positivo, per così dire, non implichi che io escluda a priori un riconoscimento negativo. Non sono affatto correlate, a mio avviso, queste due eventualità. Non voglio apprezzamenti o incoraggiamenti - voglio semplicemente esser lasciato in pace.

Per natura (un po' deformatasi nel corso degli anni) tendo ad aspettarmi sempre il negativo dagli altri - se il positivo subentra, ne sarò piacevolmente sorpreso. Brutto modus videndi, il mio ma è decisamente meglio che starsene fermi a lamentarsi e ad aspettare che giunga qualcosa di migliore. Intanto posso permettermi di conoscere gli altri e di vivere determinate situazioni - è già qualcosa, per me.

Citazione:
il suo punto di vista diventa passivamente il tuo.


E' questo il mio problema. In passato, nel bene ho cercato di immedesimarmi nel prossimo per comprenderlo ed aiutarlo - nel male ho preferito evitarlo perché il suo giudizio risuonava più pesante di quanto mi aspettassi. Non ho incontrato gente che mi ha messo a mio agio sotto questi punti di vista ed attualmente mi ritrovo forse tutt'altro che sociofobico ma decisamente scontroso nei momenti "no" ed in presenza di determinate frasi.

Se ora son debole, questo è il punto, nel passato lo sono stato doppiamente. Ma la mia salita forse è molto più lenta di quel che m'aspettavo se mi si viene addirittura a dire "mica ti butti giù?".

O forse è lei che è troppo apprensiva ed io troppo cieco per rendermene conto? Come vedi, non c'è risposta - sono così concentrato sul mio voler stare bene (meglio?) a tutti i costi che bado poco alle circostanze. Sbaglio, perché così privo mia sorella di qualsiasi scusante - ma dal momento che non posso costringermi ad ascoltare con leggerezza un commento che fa rumore, tanto meglio regolarsi di conseguenza e rispondere con un "lasciami in pace!".

Citazione:
Un attentato a tutto quello che hai.


Vien quasi da ridere leggendo questa frase - ma purtroppo, per quanto un tantino ingigantita, non si discosta molto dall'attuale realtà dei fatti. Sono effettivamente poco forte - ma anche lei potrebbe esserlo; mi demoralizza però che me lo si faccia notare - vorrei piuttosto essere io a dirlo quando mi va di parlarne. Ossia, in presenza delle persone che rendo partecipi di queste cose.

Forse sono solo immaturo, non so. Lo ammetterei davanti alle persone che scelgo ma non vorrei che siano gli altri a dirlo di me in maniera gratuita. Sarà che mi sembra di aver faticato tanto, per capirlo e per dirlo... Proprio non lo so perché queste frasi consigliere-constatatrici mi irritano così tanto...

Citazione:
Ma che tu al mare ci eri andato la settimana scorsa, forzandoti proprio come adesso ti dice lei, e che ti sei detto che se una cosa non ti aggrada (dopo averla pure provata) non la fai (punto), lei lo sa? glielo hai detto? O era solo un pensiero che però lei è tenuta a conoscere?


Tutti in famiglia sanno che non mi piace. La stessa sorella in passato ne aveva tratto spunto per un'ulteriore presa in giro - ricordi la canzone di Jovanotti "Tanto tanto"? Ebbene, c'era un passaggio che diceva "cosa ti piace fare, viaggiare - tra il dire e il fare? il mare!".

Sulla base del fatto che a me il mare non piacesse molto (e preferissi le vacanze culturali) mia sorella pensò bene di intonare questa canzoncina. All'inizio ne risi, se ci pensate è abbastanza azzeccata come strofa. La seconda volta pure, la terza, la quarta. Ma poi diventò insopportabile. Non la smetteva più, proseguì quasi per un anno intero, non ti dico sciocchezze. Arrivai ad un punto di saturazione tale che ogni volta che sentivo la canzone per radio temevo che lei fosse nei paraggi per prendermi in giro. Ovviamente si aggiungeva anche l'altra sorella alla cantilena ed io non potevo farci nulla - il napoletano atipico a cui il mare non piaceva ero io, dopotutto.

Ok, scherzavano, son pesante io - però sulla diversità io avevo già tutto un mio complesso. E non c'è bisogno di esserne al corrente, Tristan caro - anche il bullo non sa dei problemi dell'introverso ma pur di scherzare, parlare o non so che fa così. Mia sorella di sicuro avrà pensato che prendendomi in giro su questo fatto avrei "cambiato gusti, mi sarei sciolto" oppure avrà creduto opportuno fare così (?) perché in quel periodo ero caduto un po' in depressione... Qualunque sia il motivo non trovo una giustifica valida e nobile.

Se a te non piace il mare e mi ci ridi ogni due minuti mi dai fastidio. Vorrei tanto ridere anche io degli altri - non ne sono capace, cavolo. Non mi diverte, qualora l'abbia fatto in passato è stato solo frutto di una piccola vendetta.

Comunque, prima ero decisamente messo peggio di ora =p Questa storia della canzone risale a quando avevo 16 anni circa. Però per farti capire, è uno dei tanti esempi - forse lei vuol essere simpatica ma è molto insistente nelle prese in giro. Ero in un periodo difficile e lei la metteva sul piano del "ehh! che angoscia, smuoviti" e cose simili - ed io non credo supererò mai l'imprinting che mi ha lasciato, di lei. Né ci tengo a cambiare idea su di lei.

...Che poi io mi stessi dicendo di andare al mare nonostante tutto, bè, a parte che è palese - non ci andavo da due anni e se m'invitano dico sempre di no, non è che sia tanto difficile capirlo; inoltre non ricordo male ho espressamente detto che a me comunque il mare non fa impazzire ma che uno alle volte deve provare a fare le cose anche se non gli piacciono. Di sicuro c'erano due persone della famiglia a sentirmi - probabile che lei ci fosse.

Vabè, in ogni caso poteva farne a meno - forse lei non ha nemmeno idea di quante cose faccia quasi ogni giorno sforzandomi, per cercare di non far preoccupare troppo nessuno e per non lasciarmi andare.

Nel mio piccolo combatto ma forse non è evidente. Mi spiego, è sottile la cosa: non voglio che gli altri dicano "Massimo sta combattendo", voglio semplicemente che si rendano conto del fatto che sto vivendo la mia vita, punto. Gli altri, mi ripeto, parleranno sempre, le critiche giungeranno da ogni parte: ma questi argomenti sono chiaramente parte del mio privato, non mi aspetto che un estraneo venga e mi dica "tu dovresti far così così, mica ti butti giù?" e via dicendo. Sono argomenti che solo persone strette potrebbero toccare.

...E voglio essere io a scegliermi le persone da cui farmi giudicare, tutto qua.

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MessaggioInviato: Tue Jul 08, 2008 12:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Viridian ha scritto:


Citazione:
Un attentato a tutto quello che hai.


Vien quasi da ridere leggendo questa frase - ma purtroppo, per quanto un tantino ingigantita, non si discosta molto dall'attuale realtà dei fatti. Sono effettivamente poco forte - ma anche lei potrebbe esserlo; mi demoralizza però che me lo si faccia notare - vorrei piuttosto essere io a dirlo quando mi va di parlarne. Ossia, in presenza delle persone che rendo partecipi di queste cose.

Forse sono solo immaturo, non so. Lo ammetterei davanti alle persone che scelgo ma non vorrei che siano gli altri a dirlo di me in maniera gratuita. Sarà che mi sembra di aver faticato tanto, per capirlo e per dirlo... Proprio non lo so perché queste frasi consigliere-constatatrici mi irritano così tanto...



Solo una precisazione che mi preme fare, giusto per allontanare anche solo l'ombra di possibili equivoci. (Altro non mi sento di dire)
Non ho ben chiaro se attribuisci a me quella frase che citi. Cioè, mi viene il dubbio. Stavo parafrasandoti in effetti: "Non puoi arrivare TU, bella, apprensiva e gentile e attentare a tutto quel che ho.".
Già che ci sono: non l'ho nemmeno usata perché in qualche modo rifletteva il mio pensiero; a me non dai l'idea di essere "effettivamene poco forte", casomai soltanto troppo permeabile ai giudizi altrui (che non è indice di debolezza, ribadisco - non si sa mai Smile).

Se la precisazione ti risulta superflua, tanto meglio. Smile

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