Non mi sono spiegato bene, vien da ridere - a me. xD
A me, perché pensandoci non è il caso di vederla in maniera eccessivamente catastrofica anche se a conti fatti il sentirsi "calpestati" per un paio di impressioni dettati da una personalità apprensiva, giudicante, delicata e preoccupata (come quella di mia sorella) è indice di pesantezza. Anche lei è ovviamente "pesante" sotto questo punto di vista ma prendersela non è certo l'espressione più tipica di... leggerezza, da parte mia. =)
Sono un binomio di sensazioni contrastanti =) Dipende un po' dai momenti, dalle circostanze e dalle persone con cui mi relaziono. Ma suppongo che questo sia già stato ribadito - e più di una volta. Non mi ripeterò oltremodo. ^^
Tristan ha scritto:
a me non dai l'idea di essere "effettivamene poco forte", casomai soltanto troppo permeabile ai giudizi altrui (che non è indice di debolezza, ribadisco - non si sa mai ).
Oh no, ho spaventato qualcun altro con la mia paranoica suscettibilità!
Spero di non essere risultato troppo "agguerrito". Al contrario, son più che d'accordo con quanto hai appena asserito.
Inviato: Tue Jul 08, 2008 20:43 pm Oggetto: Re: Quando a rompere le scatole è la sorella
Viridian ha scritto:
...A momenti mi vien da ridere se penso che ci sto scrivendo un post al riguardo.
Ad ogni modo, volevo esporvi una questione che mi interessa in prima persona. Che il sottoscritto, in passato, abbia ricevuto commentini ed offese gratuite da gente che conosceva poco (o per niente), si è ormai capito. E si è anche compreso che, a furia di riceverne, ho perso l'abitudine che avevo da bambino, cioè quella di incassare il tutto con un sorrisetto sarcastico o con una risatella sdrammatizzante, dicendomi "vabè, stanno scherzando, poi finiscono...".
Continua, continua ed hanno finito, sì, ma un po' in ritardo.
Attualmente, per quanto sembri strano, mi ritrovo con un carattere per metà autoironico e per metà paranoico (!). A seconda dei contesti, delle persone e tutto, posso "prendermi in giro da solo" e prendere in giro gli altri; non è che ci vada matto, sia chiaro, ma per vedere le cose con leggerezza ogni tanto non mi spiace di certo. L'importante è che non mi veda "surclassato" altrimenti, anche se fosse eccessivo restarci male, mi sembrerebbe di aver subito un torto.
Solo che a differenza di prima, ora macchino vendette verbali.
Vabè, questa era una piccola premessa caratteriale su di me.
Vi dicevo, quindi, che generalmente cerco di vedere le cose in maniera più "soft". Alle volte, però, subentra il momento della "pesantezza" e non riesco a capire se il problema sia per l'appunto un semplice momento no, oppure se il tutto sia da ascrivere alla categoria di persone con cui ho ha che fare.
Vi faccio un esempio: quando ero piccolo e tornavo da casa, magari non molto tempo dopo che mi avessero "dato" del ricchione, non necessariamente mi potevo rifugiare tranquillo in camera mia. A parte che la "cameretta" non ce l'ho mai avuta, perché l'ho sempre condivisa con le sorelle maggiori...
Per l'appunto, una di queste sorelle mi diventò detestabile dal momento che sembrava sempre sapere su cosa insistere per farmi sentire male. Che so, tornavo da casa?
"Heheh ma non ti piace nessuna, eh? No? Ah, ma sei ricchione?" e ridacchia. E ridacchia. E RIDACCHIA. E questo è andato avanti per anni.
Tra parentesi, una volta provai a dirle anche che mi piaceva un signore - a detta sua io avevo la fortuna di avere le sorelle grandi quindi mi dovevo confidare se era qualcosa - e lei subito sparò "EHHHHHHHH (si, così, l'onomatopea è perfetta) ma tu mica sei ricchione...!" rise un po' e avviò a tirare fuori un sacco di argomentazioni spicciole per cui ero io ad esser confuso, sciocco ecc. ecc. - cose che tra l'altro mi dava anche fastidio sentire, visto che DA SOLO mi ero trovato tutte le possibili "auto-giustifiche"; non è che sentirle da lei, con quel fare da super maestrina, mi facesse particolarmente piacere.
In un'altra occasione, ricordo che stavo quasi affogando in mare - cosa che tra l'altro, credo, mi abbia fatto un po' perdere l'interesse per il nuoto - e quando risalgo cosa fa, lei? RIDACCHIA. E mi prende in giro così, senza che io capisca il motivo.
In tante altre circostanze, dato che lei è prepotente, ci siam litigati anche se poi ci siamo riappacificati.
Attualmente ha avuto problemi con il fidanzato ed io, come sempre del resto, sono stato presente e l'ho ascoltata, consigliata ed aiutata - quest'ultimo a detta sua - tantissimo. Non so nemmeno a questo punto dove io trovi la "forza" di sentirla parlare, dal momento che in determinate circostanze mi diventa odiosa.
E' capace di farmi irritare per motivazioni stupide. Per esempio ieri - qui in effetti c'è un po' da ridere; lei, per scansare un insetto, mosse la mano e l'insetto chiaramente "indipendente nel volo" stava andando a finire nel mio piatto. Così per giocare, le dissi che era colpa sua - anche se siccome gli insetti mi fan un po' senso, sembravo quasi serio - senonché lei si alterò e mi prende per scemo. Ok, fa niente, avevo iniziato io dopotutto.
Dopo un paio d'ore stavo parlando con l'altra sorella sul fatto di essere "schifettosi" o meno in generale. E lei, la sorella "odiosa", che fa?
"Ma comunque i maschi non devono essere schifettosi."
Fa combutta con l'altra e ridacchia n'altra volta.
Questa storia del "i maschi dovrebbero, i maschi dovrebbero, sennò son ricchioni" l'ha sempre tirata fuori. La patente, non ce l'ho ancora? Non è da maschi. So nuotare poco? Non è da maschi. Mangio le unghie? Non è da maschi. Mi fa schifo l'insetto nel piatto, la forchetta che qualcun altro si è messo in bocca? Non è da maschi.
Cioè, io vorrei farvi capire - non è che se io sento pronunciare da qualcuno "non è da maschi" mi viene la mossa epilettica, per carità. Ma lei ha sempre, SEMPRE - diamine - tirato fuori questo discorso per quanto le avessi fatto capire che mi dava fastidio. Sempre, non se lo dimentica mai. Magari se altri (mai successo per ora) mi prendono in giro su questa cosa ci rido sopra - in fin dei conti non è nemmeno uno sfottò pesante, anzi, è una scemitaggine - ma io collego il fatto che mia sorella, specialmente in un brutto periodo, cioè quando avevo 15-16 anni, abbia insistito con questo genere di cose.
Comunque ieri sera, siccome non ci ho visto più, son scattato e le ho tirato una scarica di insulti del tipo "ok, e allora le femmine si dovrebbero aggiustare i capelli se è chiaro che ce le hanno una schifezza, le femmine non si dovrebbero mangiare le unghie, le femmine non dovrebbero essere troppo basse e troppo secche e via discorrendo...". E finì lì. Ah, almeno si stette zitta.
Stamattina s'è rizelata. Manco mi son alzato dal letto e ha avviato a dire "ma c'è qualcosa che non va, eh? ma io le cose a te le dico, tu a me no...".
Mi siedo a tavola per la colazione e lei dice che LE HA DATO FASTIDIO che io le avessi dette tutte quelle COSE CATTIVE, che non si fa, che uno deve avere TATTO (!!!!!) che io sono una palla a prendermela e che non mi lascio scivolare le cose addosso - e quindi, secondo lei, siccome me la prendo non dovrei offendere così come ho fatto ieri.
Io le ho detto che ogni volta che qualcuno mi manca di rispetto ormai deve incassare qualcosina di verbale. E che se non ha la decenza di tenersi la controrisposta, è peccato per lui/lei, perché farà la figura di quello che se la prende e del pesante. E soprattutto, le ho detto che lei mi irrita e che con altre persone questo non succede - quindi evidentemente più che essere io "una palla" (che io lo sia lo ammetto, ma lei non è da meno...) è lei a mancarmi di rispetto.
E quella mi chiede pure: "Ah si? E con chi ti trovi e non ti irrita?"
E io le ho risposto "la mia amica, e alcuni miei colleghi dell'uni".
"Ah." ha detto.
A me solo il fatto che mi abbia chiesto questa domanda mi fa venire voglia di prenderla a sberle.
Morale: qui urge un giudizio di qualcuno che sia lucido e che nel contempo mi possa più o meno capire. Non posso dire di essere troppo permaloso, dal momento che non è vero, non lo sono con tutti e su tutto - ma sembra che lei sia capace di irritarmi particolarmente. La vedo sempre a ridacchiare, a tirare fuori battute sceme... Forse se io avessi con lei un buon grado di empatia e mi confidassi di più, le vorrei così bene da non farci caso.. Ma siccome a me non interessa avere lei come confidente, visto che per fortuna ne ho altri (e dalla sua domanda si deduce quasi che la cosa l'abbia "sopresa", figuratevi...) lei mi da fastidio e lo grido ad alta voce.
Dopo aver scritto questo 'papiello' =p io stesso mi sto rendendo conto di averle dato troppa importanza ma sinceramente ieri dopo averla zittita mi sono sentito benissimo - infatti oggi questo le ho detto "se speri che ti chieda scusa, sei in errore, io ieri l'ho fatto per me".
Son troppo fesso io o è lei che rompe le scatole quando si deve distrarre e che invece racconta i problemi tutta seriosa quando c'ha bisogno di essere consigliata?
Ti posso dare come consiglio il metodo che uso io e che fino ad ora si è rivelato efficacissimo:
Fai conto che sia un fantasma,non rivolgerle la parola,se ti parla non le rispondere,se viene dove sei te vai in un'altra stanza o esci di casa,se ti offende diventa aggressivo,alza la voce,dille parolacce,offendila e poi vai via in un'altra stanza..vedrai,risultati assicurati!!!!
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