infanzia triste, adolescenza tristissima... entrambe traumatiche... infatti il mio è anche un pò disturbo da stress-post traumatico, chi è stato sotto i bombardamenti del kosovo o della bosnia se l'è passata meglio di me in quanto a devastazione dell'anima... è come se la guerra per me fosse iniziata e mai finita...
!!!!!! Se devo essere sincero anch'io mi sento a volte come un reduce del Vietnam
scherzi a parte, va bene la fobia sociale, ma non esageriamo
Per certi versi la mia adolescenza la sto vivendo adesso, a 28 anni. Ovviamente mi sento un passo indietro, in tutto e per tutto, rispetto ai miei coetanei. Inoltre certe cazzate indispensabili per formarsi il carattere sono permesse e tollerate solo quando si è teen-ager. Ergo, fra qualche anno potrò forsi avvicinarmi alla normalità, ma sarà tutta una rincorsa, e certe "cicatrici" resteranno per sempre.
Io non capisco, ma queste presunte "cazzate" indispensabili per crescere quali sono nello specifico?
Noi siamo il risultato di tutto quello che abbiamo o non abbiamo vissuto, e il pensiero ricorrente di voler recuperare o cancellare qualcosa che fa parte del passato, oltre ad essere controproducente, è la chiara espressione di quanto tu non sia in grado di accettarti nel presente. Ad un certo punto staccarsi dall’ossessione di quello che (non) è stato è un dovere verso noi stessi, per andare avanti.
Io non capisco, ma queste presunte "cazzate" indispensabili per crescere quali sono nello specifico?
COme approcciarsi con gli altri, sia la prima volta che le volte successive questo è utile per fare amicizie ma anche nel lavoro, è importante anche fare cazzate con le ragazzine....cosi arrivi con una certa esperienza che matura negli anni nel corteggiamento
Riflettevo sul perhè io sia introverso (con gli sconosciuti), abbia poca personalità e carattere (o magari non lo mostro). Mio fratello gemello, che fisicamente è molto di vrso d me, invece è espansivo, introverso epiù maturo.
La differenza potrebbe essere il fatto che durante l'adolescenza lui abbia fatto un sacco di cazzate, disubbidito ai genitori, insomma si sia ribellato e si sia creato una sua personalità? Al contrario io mi sono chiuso in me stesso ed nella mia stanza, evitando di formare il mio carattere.
Potrebbe essere così? Se così fosse mi spegherei tante cose, ma sarei nella m***a, perchè vorrebbe dire che non c'è pi nulla da fare.....
tranquillo, non c'entra niente quello che hai fatto da piccolo, dipende più che altro come interagisci con gli altri
come sarebbe a dire non c'entra nulla con quello che ho fatto da piccolo??
io sono in questa situazione di m***a proprio perchè l'adolescenza non l'ho vissuta, e questo è stato dovuto al modo opprimente in cui sono stato cresciuto e ai miei geni sfigati....
infanzia triste, adolescenza tristissima... entrambe traumatiche... infatti il mio è anche un pò disturbo da stress-post traumatico, chi è stato sotto i bombardamenti del kosovo o della bosnia se l'è passata meglio di me in quanto a devastazione dell'anima... è come se la guerra per me fosse iniziata e mai finita...
!!!!!! Se devo essere sincero anch'io mi sento a volte come un reduce del Vietnam
scherzi a parte, va bene la fobia sociale, ma non esageriamo
io non esagero, come ti permetti, conosci il mio passato? dire fobia sociale non è dire tutto, se diciamo entrambi di soffrire di f.s. potremmo sembrare uguali e invece non è così, ce ne sono di tanti tipi e gravità diverse, come la fobia sociale si può accompagnare ad altro.
Non essere così aggressivo, stavo solo incitandoti a non fare melodrammi
Io non capisco, ma queste presunte "cazzate" indispensabili per crescere quali sono nello specifico?
COme approcciarsi con gli altri, sia la prima volta che le volte successive questo è utile per fare amicizie ma anche nel lavoro, è importante anche fare cazzate con le ragazzine....cosi arrivi con una certa esperienza che matura negli anni nel corteggiamento
E be, oramai siamo grandicelli, certo non possiamo buttarci nel gabinetto solo perchè, per motivi diversi, non abbiamo fatto esperienza sufficiente.
Personalmente sono d'accordo con chi dice che è meglio guardare avanti senza pensare al passato.
Anch'io praticamente non l'ho vissuta l'adolescenza.
Alle elementari era un bambino sì timido ma vivace, con molti amici, sempre amici a casa o io da loro, un sacco di tempo a cazzeggiare per strada.
Poi dalle medie, in cui si comincia a diventare "grandi": le prime uscite serali che io facevo più per obbligo ma che in realtà mi rompevo, discoteca, primi approcci con l'altro sesso, molto valore all'apparenza; ho incominciato ad isolarmi sempre più ed essere considerato lo sfigato della classe che gioca ai videogame.
Poi ovviamente al liceo il declino totale con tutti i fattori di sopra all'ennesima potenza... (le umiliazioni subite penso che mi abbiano lasciato un bel segno...)
Ora all'università anche se sono sempre solo e praticamente senza amici ho trovato una certa pace, perché lì non c'è quell'ambiente chiuso e oppressivo di un'aula scolastica e anche se molti mi sanno di faccia, non mi cagano proprio a parte le solite conversazioni "universitarie" (esami, prof., informazioni varie ecc.)
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi