veramente a sentire la mia tesi erano in sei, mentre quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
e comunque tra ripetere quello che avevo studiato a un prof e dire "ciao" a qualcuno del mio corso...mioddio, ce ne sta di differenza!!
il "ciao" dalla mia bocca non è mai uscito.
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...non ci vedo tutta questa estroversosità.
magari avessi fatto fatto un qualsiasi tipo di amicizia durante quei cinque...sei...boh...anni di uni.
Registrato: May 30, 2008 Messaggi: 588 Residenza: Ortaggiolandia
Inviato: Wed Jul 23, 2008 21:40 pm Oggetto:
fuxia82 ha scritto:
quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
Credo sia in parte questo pensiero che mi fa decidere puntualmente a quattro/cinque giorni dall'esame di non farlo, e rimandare al prossimo appello. Non senza aver studiato, sarebbe troppo semplice. Ma mai abbastanza (dovrei aggiungere per i miei standard?) perché, arrivato il momento, possa magari decidere di tentare lo stesso.
Sono bloccato in questo - in parte nuovo - circolo vizioso da qualche mese, benché contemporaneamente abbia invece affrontato (e superato) la questione delle lezioni (non ne ho persa una) oltre che della mensa (ci sono stato anche spesso in compagnia): in passato entrambe fonte d'ansia, ma non per gli eventi in sé piuttosto per chi avrei potuto incontrare, cosa avremmo potuto dirci, in cosa avrei rischiato di essere coinvolto... Insomma, la solita solfa che a qualcuno suonerà più che familiare.
fuxia82 ha scritto:
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...
Lo studio per me ad un certo punto della mia vita (durante l'adolescenza) ha cominciato a legarsi - in maniera via via sempre più intricata - ad altro, tanto che questo altro era ed è capace di occupare i miei pensieri fino a impedirmi di mantenere anche la minima concentrazione. Probabilmente è proprio il suo essere una delle attività più solitarie che esistono ad aver facilitato, nel tempo, questo mio meccanismo perverso (anche se sono consapevole che ad alimentarlo c'è anche e soprattutto dell'altro).
Chè per caso qualcuno conosce qualche strategia - di studio/preparazione esami - per farsi fessi?
(messaggio per i simpatici umoristi: Cepu non vale )
quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
Credo sia in parte questo pensiero che mi fa decidere puntualmente a quattro/cinque giorni dall'esame di non farlo, e rimandare al prossimo appello. Non senza aver studiato, sarebbe troppo semplice. Ma mai abbastanza (dovrei aggiungere per i miei standard?) perché, arrivato il momento, possa magari decidere di tentare lo stesso.
Sono bloccato in questo - in parte nuovo - circolo vizioso da qualche mese, benché contemporaneamente abbia invece affrontato (e superato) la questione delle lezioni (non ne ho persa una) oltre che della mensa (ci sono stato anche spesso in compagnia): in passato entrambe fonte d'ansia, ma non per gli eventi in sé piuttosto per chi avrei potuto incontrare, cosa avremmo potuto dirci, in cosa avrei rischiato di essere coinvolto... Insomma, la solita solfa che a qualcuno suonerà più che familiare.
fuxia82 ha scritto:
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...
Lo studio per me ad un certo punto della mia vita (durante l'adolescenza) ha cominciato a legarsi - in maniera via via sempre più intricata - ad altro, tanto che questo altro era ed è capace di occupare i miei pensieri fino a impedirmi di mantenere anche la minima concentrazione. Probabilmente è proprio il suo essere una delle attività più solitarie che esistono ad aver facilitato, nel tempo, questo mio meccanismo perverso (anche se sono consapevole che ad alimentarlo c'è anche e soprattutto dell'altro).
Chè per caso qualcuno conosce qualche strategia - di studio/preparazione esami - per farsi fessi?
(messaggio per i simpatici umoristi: Cepu non vale )
ti capisco benissimo. ho impiegato una quantità enorme di tempo per fare una triennale. se dovevo dare un esame dovevo essere superpreparata, quindi saltavo appelli su appelli. e uno potreppe pensare: allora tutti 30elode. e no! perchè comunque l'ansia da prestazione non spariva.. circolo vizioso.
per quanto riguarda lo studio, non ho mai avuto problemi: mi sono ruscita ad appassionare a praticamente tutte le materie degli esami che ho dato. il problema stava proprio nell'incapacità di "buttarmi", di dire "ok ho studiato, ora vediamo se riesco a passare".
anche le lezioni, quelle poche che ho frequentato, erano qualcosa di solitario, tranne il primo anno in cui ho gli unici bei ricordi della vita universitaria. il resto è stato tutto un seguire lezioni, stare a casa, andare in biblioteca.
Registrato: Jul 12, 2008 Messaggi: 229 Residenza: Napoli
Inviato: Sat Nov 22, 2008 10:10 am Oggetto: Re: Mah..
Lyra ha scritto:
SolidSnake93 ha scritto:
Ciao,già non capisco,credo che molti stiano prendendo la Fobia Sociale come una passeggiata,e ho letto alcuni post dove dicevano ke si erano diplomati a pieni voti e laureati!!
Mi sento chiamata in causa dato che la settimana scorsa mi sono diplomata...a pieni voti, sì!
Non che senta la necessità di giustificarmi in qualche modo, ma dato che sei nuovo di qui posso dirti che la fobia sociale si manifesta in modi diversi a seconda del soggetto. Io ad esempio divento spesso rossa (ma rossissima!), tremo (infatti ho difficoltà a firmare, e di mangiare in pubblico non se ne parla!), sudo tantissimo e di conseguenza ho difficoltà a concentrarmi. Le interrogazioni sono sempre state infernali per me nonostante i miei voti siano stati sempre molto alti e dunque non ci fosse nessun motivo razionale per aver timore.
L'esame è stata una tortura, la peggiore della mia esistenza. Ho pianto, ho avuto pensieri suicidi, volevo essere fucilata...la sera prima mi sentivo come un condannato in attesa della sedia elettrica e credevo che con l'interrogazione la mia esistenza sarebbe finita o che avrei fatto una figura tanto cacina da non avere più il coraggio di guardarmi allo specchio per il resto della mia misera vita. Per una settimana e mezza, tra gli scritti e la data dell'orale, ho addirittura pensato di non presentarmi nemmeno e accontentarmi dunque di un 63. Ti pare che sia un atteggiamento da finto fobico?
Ovviamente poi non è andata come temevo, perchè al di là delle paure la vita va avanti, e nessuno degli ostacoli insormontabili che vediamo innalzarsi di fronte a noi è in realtà letale.
Ho preso 15 gocce di xanax,ho avvertito che non volevo nessuno spettatore, e ho fatto un'interrogazione ottima come sentivo fosse il mio dovere fare.
Non giudicare dalle apparenze, non guardare solo al risultato e a quello che le persone che ti circondano riescono a raggiungere...talvolta i successi sono conquistati tra mille difficoltà e di certo non tolgono che la persona in questione abbia serie difficoltà psicologiche.
Oltretutto non credere che l'ansia, la paura siano caratteristiche solo dei fobici. Certo, per noi le difficoltà si manifestano quotidianamente, ma tutti, anche i più estroversoni, vivono momenti di blocco totale, di panico, di sofferenza psicologica.
Spero che tu possa riprendere la scuola, è un traguardo importante per il tuo futuro, ma soprattutto per la tua autostima. So che è la vita dello studente bullato è un inferno, un tunnel senza fine...anche io sono stata vittima di bullismo (psicologico) per tutta la mia carriera scolastica, ma in qualche modo sono riuscita a sopravvivere e a uscirne vincente.
Cambiando classe sarà tutta un'altra cosa, non tutti gli studenti sono così idioti da divertirsi a bullare i compagni! Coraggio, non rassegnarti, hai ancora tutta una vita davanti!
Ormai non sono più nuovo ,ma cmq ti credo e mi fa piacere,solo il fatto principale è studiare..come ci si fa a essere concentrati quando ti frullano pensieri per la testa 24 ore su 24 (specie per chi ha il DOC) Ccmq io ho subito bullismo fisico e psicologico,ora nemmeno con una pistola puntata al cervello ritornerei a scuola,non voglio e devo fare vittimismo (sennò ritorno indietro,mentre devo fare passi in avanti) ,però a scuola non credo ci ritornerò +,anche a costo di elemosinare per la strada.
Buona fortuna a tutti
Infatti la fobia sociale è una forma di stupidità, è brutto da dirsi ma è così: e stupido è chi lo stupido fa
Quindi, Calimero, non mi vanterei poi tanto di essere fobico sociale.
Oppure lo farei se me ne fottesse altamente di risultare uno stupido agli occhi degli altri.
Sarebbe allora una variante nascosta dell'antinomia del mentitore E' così, nel tuo caso?
E tu Calimero ci hai mentito per tutto questo tempo? Sei guarito? Non te ne frega niente del giudizio degli altri? O te ne frega, ma poco, ma non è la prima delle tue priorità? Te ne frega solo nella misura in cui manipoli gli altri?
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi