Credo che l'incontro tra due sociofobici gravi (uomo/donna) non sarebbe esente da problemi.
Che cosa potrebbero organizzare in comune?
Chi dei due dovrebbe assumere l'iniziativa di trascinare l'altro? Perchè comunque qualcosa andrebbe fatto.
Quando si sta insieme, si condividono delle esperienze, anche piccole, come uscire, andare al ristorante, in un locale, in vacanza...
Cose che in genere anche i fobici desiderano, ma non hanno il coraggio di fare, magari da soli.
Se nessuno dei due si fa carico di questo onere, la situazione rimarrà stagnante e insoddisfacente.
Allora, secondo me, l'ideale per un fobico sarebbe trovare un timido, che da un lato capisca la sua situazione,
dall'altro abbia quel minimo di inibizione in meno per poter prendere iniziative gradite ad entrambi.
L'università è un luogo molto difficile per chi ha ansia sociale per vari motivi. Intanto non è una tantum, ma devi andare tutti i giorni o quasi per ore in aule piene - in alcune facoltà non è difficile raggiungere le ottanta persone -; è luogo di estrema socializzazione, dopo poche settimane ognuno ha formato un suo gruppetto o ha almeno un amico con cui sedersi e parlare; le aule sono piccoline per cui ti trovi gomito a gomito con ragazzi con cui non hai mai parlato e di carattere in genere espansivo e sociale; implica che tu sappia parlare e alcune volte scrivere in pubblico perchè così succede agli orali davanti a tanta gente; a volte prevede attività a gruppetti. Tutto ciò spiega perchè poi ci sentiamo estremamente a disagio. Andare solo agli esami non è bene comunque perchè devi parlare in pubblico e molte volte ti chiedono cose che si fanno solo a lezione; per fortuna esistono i farmaci. Anche io vado quando sono preparato totalmente, ma così ci si mette il doppio.
Riguardo alla scuola, è vero non bisogna guardare solo al risultato, ma a come si è raggiunto e con quali sforzi: io pure mi sono diplomato ma perchè ho resistito, e se sei solo e ci sono bulli non è affatto facile.
Tornando all'argomento principale del topic, penso che le persone che frequentano questo forum siano molto variegate..
Trovo ciò molto positivo.
Che ci siano tante persone tutte diverse, con paure e storie differenti.. mi aiuta ad uscire dall'egocentrismo e a vedere le cose da + prospettive.
Se su questo forum rimanessero solo i sociofobici diagnosticati, rimarrebbero giusto "3 topolini ciechi", ancora + chiusi nella loro gabbietta.
Penso che le persone che soffrono in modo + lieve di questo disturbo e scrivano qui siano da ringraziare, come tutte le altre, x il contributo che offrono e mettono a disposizione di tutti.
Registrato: Mar 30, 2008 Messaggi: 336 Residenza: Sprofondato nella solitudine
Inviato: Sun Nov 23, 2008 14:47 pm Oggetto:
templare_ ha scritto:
ciao,chi sta in questo forun e chiaro che qualche problema c e l ha,ma la cosa che mi sorprende di piu e che molti di voi studiano.dite che non uscite spesso e che non avete amici(o almeno pochi) come fate a frequentare l univers. stando in mezzo ad altre persone o a dare degli esami?se potete fare questo potete uscire tutti i giorni e incontrare altra gente,e all univers.non riuscite a farvi degli amici visto che ci sono tanti vostri coetanei?la mia e solo curiosita.ciao belli dentro.
Non è così facile. La depressione, la fobia sociale, la timidezza, il fatto di non avere amici e altri problemi mi hanno sempre ostacolato durante il mio iter scolastico. Nei primi anni di liceo, quando stavo bene da solo ed evitavo in tutti i modi possibili la compagnia altrui, ero in pace con me stesso e di conseguenza libero da impegni e preoccupazioni, riuscendo ad immergermi interamente negli studi e ottenendo anche discreti risultati. Dalla terza in poi invece mi sono dato una svegliata e ho capito che stavo perdendo i miei anni migliori, mi sono reso conto che ero incredibilmente solo, che non avevo amici e ho preso coscienza di essere socio fobico e di avere dei problemi. Ho cercato di cambiare, di essere più aperto verso gli altri, ho lottato e non mi sono dato per vinto, ma alla fine non ho più avuto le forze per combattere e mi sono arreso al mio destino: ormai so che non ce la potrò fare a vincere la fobia sociale e che non potrò mai avere quello che ho sempre desiderato, perché ormai è troppo tardi e molto di quello volevo appartiene al passato...
La depressione, la tristezza, l’ansia e continui pensieri mi hanno tormentato in questi ultimi anni, tanto da interferire, anche profondamente, sugli studi: in quinta addirittura non avevo più voglia di studiare e speravo di essere bocciato, così da potermi fare un altro anno di liceo. Molti arrivano all’esame di maturità tesissimi e non credendo di potercela fare (come è successo a Lyra ad esempio), io invece ho affrontato l’esame con tranquillità e addirittura menefreghismo: era come se l’esame non dovessi farlo io, tanto ero depresso, apatico e privo di forze. Poi i risultati si sono visti: il voto è stato basso, ma ciò non perché non volessi studiare, al contrario; passavo interi pomeriggi sui libri (tanto non avevo altro da fare), ma appena iniziavo a leggere qualche pagina i pensieri e la depressione subito si accavallavano e appannavano la lucidità mentale con cui sarebbe opportuno applicarsi allo studio, e alla fine non combinavo nulla.
Adesso che ho iniziato l’università le cose non sono per niente migliorate, anzi, il contrario: frequento i corsi tanto per stare a contatto con altre persone, ma mi sento quasi più solo in mezzo alla folla che quando me ne rimango in casa con l’unica compagnia del pc: tutti che fanno amicizia, parlano, socializzano e io che me ne rimango in disparte. Speravo che frequentando l’ambiente universitario avrei conosciuto qualcuno e che finalmente avrei potuto avere un amico, il primo della mia vita, ma mi sono dovuto ricredere: all’università si possono stringere dei rapporti, sì, ma che non vanno oltre la superficiale conoscenza, difficilmente potrà nascere un’amicizia.
Avrei anche tanto da studiare, eppure non ci riesco, per gli stessi motivi citati in precedenza: appena mi applico nello studio vengo immediatamente tormentato da un flusso di coscienza generato dalla depressione l’ansia e la tristezza. Martedì ad esempio ho un piccolo esamino in itinere, ma è ormai sicuro che non lo superò: mi chiedo se mai ce la farò a superare un esame… forse ho sbagliato facoltà? Eppure sono argomenti che mi interessano… Forse sono io che sono sbagliato…
Ultimamente poi non riesco più neanche a dormire la notte: mi sento sempre più solo e letteralmente SOFFOCATO dalla solitudine…
Dovrei smettere di pensare.
_________________ "La morte è quello
Che di cotanta speme oggi m’avanza.”
"E per virili imprese, per dotta lira o canto,
Virtú non luce in disadorno ammanto"
"La speranza è l'ultima a morire, ma non è immortale"
Adesso che ho iniziato l’università le cose non sono per niente migliorate, anzi, il contrario: frequento i corsi tanto per stare a contatto con altre persone, ma mi sento quasi più solo in mezzo alla folla che quando me ne rimango in casa con l’unica compagnia del pc: tutti che fanno amicizia, parlano, socializzano e io che me ne rimango in disparte. Speravo che frequentando l’ambiente universitario avrei conosciuto qualcuno e che finalmente avrei potuto avere un amico, il primo della mia vita, ma mi sono dovuto ricredere: all’università si possono stringere dei rapporti, sì, ma che non vanno oltre la superficiale conoscenza, difficilmente potrà nascere un’amicizia.
Stessa cosa per me, sempre soli mentre tutti, e dico tutti gli altri socializzano, parlano etc intorno a te; e ogni volta questo film si ripete. Certo la fortuna non aiuta, sarà che siamo pochi, ma basterebbero anche due di noi in uno stesso luogo per parlare e fare amicizia.
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