Inviato: Sat Aug 30, 2008 20:53 pm Oggetto: Re: Vi considerate rigidi?
giordano ha scritto:
bardamu ha scritto:
I valori troppo manichei, troppo in stile "tutto bianco o tutto nero",
e si ..distruggiamo questa rigidità ..basta con il bianco o con il nero ...cerchiamo di essere entrambi ..a volte bianco ..a volte nero ..ma molto meglio sarebbe ..mischiarli insieme e farne un bel grigio topo gigio!!
se vabbè, così si passa da very fobic a borderline, non è un buon guadagno eh?
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Estroversone chi mangia in pubblico!
Rigido, precisino e severo sino alla nausea. Peccato che non abbia nemmeno 40 anni. Alle volte mi chiedo se non abbia solo finito con il bruciare le mie tappe troppo in fretta.
Ma in fondo, non posso definirmi completamente inflessibile. Non mi spiace affatto dialogare con qualcuno sempre pronto a lanciare dubbi e spunti di riflessione sulle mie ideologie - purché io sia conscio del suo rispetto e della sua natura, delicata al pari della mia.
Tanto per dirne una? Un eventuale fidanzato DOVREBBE esser disposto a "litigare" con me every now and then. Discutere, motivare e valorizzare i propri credo è indicativo di personalità; non è nemmeno questione di "dimostrare agli altri" (!), quanto di limitarsi all'espressione di sé stessi.
Spesso e volentieri mi lascio cogliere dall'apatia e non mi cimento in queste attività verbali. Con alcune persone, tuttavia, il gelo sembra sciogliersi - non so esattamente spiegarvi (e spiegarmi) il motivo.
Vedermi "sfidato" in maniera un po' troppo drastica da un perfetto estraneo, però... Non sarebbe esattamente la stessa cosa. Scatterebbe il meccanismo del:
"non ti conosco, non ho voglia di discutere con te riguardo alla mia mentalità, sei pure maleducato, dunque smamma"
...o qualcosa di molto simile.
P.S.:
E comunque, io son tenero. Di quel tenero che si taglia con un grissino.
La rigidità la noto soprattutto quando si parla di sentimenti e di rapporti sociali, non a caso.
Ciò che non si può conoscere se non per esperienza diretta (i sentimenti), viene sostituito con proiezioni costruite sulla base di un immaginario comune. Le assolutizzazioni nascono così, attingendo da un immaginario comune che è inevitabilmente caricaturale e polarizzato, privo di sfumature e vie di mezzo...il vero amore, la vera amicizia, la passione, la complicità ecc.
Essendo impossibile spiegare a parole cose come l'amore, è altrettanto impossibile apprenderle tramite la cultura comune, a parole.
La rigidità la noto soprattutto quando si parla di sentimenti e di rapporti sociali, non a caso.
Ciò che non si può conoscere se non per esperienza diretta (i sentimenti), viene sostituito con proiezioni costruite sulla base di un immaginario comune. Le assolutizzazioni nascono così, attingendo da un immaginario comune che è inevitabilmente caricaturale e polarizzato, privo di sfumature e vie di mezzo...il vero amore, la vera amicizia, la passione, la complicità ecc.
Essendo impossibile spiegare a parole cose come l'amore, è altrettanto impossibile apprenderle tramite la cultura comune, a parole.
L'esperienza diretta e i sentimenti sono solo la nostra esperienza diretta e i nostri sentimenti. Per noi saranno probabilmente tutto (o almeno potrebbero esserlo, se non si scontrassero con altre mille cose) ma non ci dicono niente di assoluto.
Le assolutizzazioni (che non sono sempre "comuni"...seppur forse per la maggior parte) non sono negative di per se, non negano l'esperienza diretta, più che altro finiscono per cozzarci contro e da alcuni questo può essere considerato catartico.
_________________ "Devi lasciarti andare, capito? Lasciarti andare! Prendere consapevolezza del fatto che un giorno, tu, morirai!" Fight Club
Registrato: Mar 27, 2008 Messaggi: 373 Residenza: In the clouds...
Inviato: Sun Aug 31, 2008 10:28 am Oggetto:
Si, sono sempre stata particolarmenmte rigida e questa rigidità penso che derivi da una qual certa discrepanza tra gli alti ideali con i quali sono stata cresciuta nell’infanzia da famiglia e scuola e la realtà in cui mi trovavo a stare, che al contrario si mostrava contradittoria, incoerente, dove quelle stesse persone che avevano ricoperto ai miei occhi il presunto ruolo di guida si sono poi rivelate anch’esse fallaci e distanti da qualsiasi forma di coerenza e perfezione…
Diciamo che pure la letteratura e un immaginario di un certo tipo hanno contribuito a creare quel senso di separatezza tra me ed il mondo, rendendomi ancora più “Don chisciottesca” e rigida rispetto ad una realtà che sentivo imperfetta al confronto di quegli ideali che hanno nutrito le mie fantasie infantili e che ho mantenuto intatti anche nell’adolescenza…..questi sono rimasti intatti principalmente perché non sono mai stati messi alla prova da un contatto profondo e continuativo con la realtà.
Soprattutto, sino all’adolescenza, non possedevo ancora quegli strumenti intellettuali che mi permettessero di discernere la complessità del reale per coglierne tutte le sfumature….
Nella mia adolescenza mi sono sentita – proprio perchè rinchiusa nelle mie idee perfette – una severa giudice delle incoerenze dei miei genitori e degli adulti in genere, ma anche dei miei coetanei….a causa di un’educazione severa e perfezionista pretendevo dagli altri quella perfezione comportamentale che io stessa faticosamente cercavo di preservare in me…
Ho rigidamente condannato l’incoerenza tra il presunto pensiero libero dei miei genitori (che si sono sempre prefessati “comunist”, come direbbe il Cali) con una certa visione classista e borghese della società….
Ho rigidamente condannato la contradditorietà tra gli ideali di uguaglianza decantati dal mio maestro (che ci faceva cantare le canzoni degli Intillimani et similia) e le spuderate ingiustizie che perpetuava in classe, alimentando rivalità e gelosie tra i bambini….
Ho rigidamente condannato quella che pensavo essere la mia migliore amica alle superiori, che era aspra quanto me contro la stupidità dei nostri coetanei, ma che poi davanti non sapeva dire loro di no, ricercandone le conferme, quando io, al contrario, per coerenza tra il mio dire ed il mio fare, mi sono sdegnosamente isolata da tutti, chiusa a rimuginare contro la stupidità del mondo e della sua “faciloneria”…
Ecco, la ricerca di una spasmodica coerenza un po’ manichea a partire dagli ideali con i quali mi sono nutrita mi hanno resa molto rigida nel passato…..
Oggi posso dire che le esperienze mi hanno resa più morbida e tollerante, e soprattutto il confronto con gli altri mi ha aiutato a ridimensionare certe aspettative che io riversavo sull’altro….evito così di logorarmi dentro e di stare male.
Ma soprattutto ho scoperto io stessa di essere portatrice di contraddizioni e che in fondo non sono immune dall’errore, comprendendo che nella vita esistono situazioni molto più complesse e sfumate di quello che sembra….. il segreto è comunque essere consapevoli delle proprie contraddizioni, perché ciò ci permette di studiarle e di padroneggiarle…
Certo, penso che per coerenza con me stessa cercherò quanto più possibile di ricercare di aderire ad un certo modo di essere sulla base di ciò a cui credo, ma non imporrò più alcun rigido schematismo al mondo…..a voler far diventare il mondo ad immagine e somiglianza dei propri sogni si impazzisce solamente, così come l’Orlando furioso, che, incapace di adeguarsi alla mutevolezza del reale, finisce col perdere il senno….
Mi rendo anche conto che io stessa finisco con l'essere la prima vittima di questa rigidità , perchè in fondo - ancora tuttora - non riesco a perdonarmi quasi mai nulla, e sono un giudice severo ed impietoso verso me stessa...
_________________ Ma resiste/ e vince il premio della solitaria/
veglia chi può con te allo specchio ustorio/che accieca le pedine opporre i tuoi/ occhi d’acciaio.
Dipende se consideriamo l'aspetto teorico o pratico della cosa:astrattamente no,cerco di comprendere il più possibile tutto,anche ciò che è molto molto lontano da me;un pò perchè ritengo che la comprensione e l'umanità siano necessarie,un pò perchè credo che se non si cerca di capire ci si perda tante cose e si abbia una visione della realtà limitata e "falsa".
Nelle cose concrete in molti casi non riesco a essere così tollerante,per mie idiosincrasie,a volte sbagliando a volte non potendo fare altro.
_________________ E non sarai capace di evitare...la morte maligna!
Sono sempre stato molto rigido riguardo ai valori che considero irrinunciabili poichè alla base della società civile; rispetto reciproco degli altri ed educazione.
Questa mia visione si è però scontrata con la realtà già dai primi anni di scuola, dove restando coerente con i miei valori, come Clizia (il cui post mi riflette in parte, anche se il mio input è stata l'educazione ricevuta), mi sono isolato e chiuso completamente in me. Questo perchè ero circondato da persone diversissime ma che consideravo superficiali e stupide anche perchè andavano dietro a mode cretine e superficiali e a tizi che rendevano quel posto un luogo ingiusto di sofferenza per i più deboli. Consideravo male anche chi la pensava come me ma poi non aveva il coraggio di starsene coerentemente solo.
Oggi sono più flessibile riguardo ai comportamenti delle persone, cercando di contestualizzarli, di capire se gli sto attribuendo una gravità eccessiva, se sto riversando troppe aspettative, se a me è capitato di comportarmi in quel modo, anche se confesso che per me ci sono limiti che non vanno sorpasssati e che non perdono, soprattutto se non c'è un sentito pentimento.
Ma purtroppo accanto alla mia parte razionale e logica c'è quella fragile ed emotiva che mi porta a volte a fraintendere o ad interpretare in modo assoluto certe cose danneggiandomi anche nei rapporti sociali; ci vorrei lavorare cercando di tenere conto che nessuno è perfetto, di non farmi troppe aspettative e di rendere la mia interiorità capace di ondeggiare invece che di frantumarsi nella tempesta, di essere più flessibile, ma è difficile.
Escludendo chi viola le regole della convivenza civile, non credo però di avere idee rigide nè di essere una persona particolarmente giudicante, anche se continuo a detestare il conformismo e a voler essere coerente.
Certo non ho mai creduto di poter mutare il mondo o le persone a mia immagine, ma non rinuncio a voler cambiare le regole e strutture della società per renderla più giusta, efficiente, moderna, visto che ne sono inevitabilmente parte.
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