FobiaSociale.com  
     

Home Messaggi odierni Registrazione FAQ
 
Vai indietro   FobiaSociale.com
Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 25-04-2007, 16:37   #6
Innergal
Intermedio
L'avatar di Innergal
 

Ciao, grazie a tutti per le risposte!

Pisendlav, hai notato subito la contraddizione, è una cosa che speravo che la psicologa potesse risolvere. Intendo dire questo conflitto tra la volontà di condividere le esperienze e il bisogno irrazionale di rintanarmi nel mio guscio protettivo. :?

So che sarò prolissa, ma se avrete la pazienza di leggermi, questa è la mia situazione:
1) sono difficile da avvicinare. E’ sempre accaduto che, anche nelle occasioni più favorevoli, pur presentandomi vestita bene e con i capelli a posto, non mi approcciava nessuno ed io di certo non prendevo l’iniziativa. Non solo nei corridoi dell’università, ma anche ad alcuni party a cui venivo invitata ed accompagnata, dove le mie conoscenti si buttavano nella mischia, tutte insieme, rimorchiando o facendosi rimorchiare. Ed io, lasciata lì a fare tappezzeria, maledicevo il momento in cui avevo accettato di venire, solo per aggregarmi a quelle oche e solo nella speranza di incontrare qualcuno di interessante. Non ho mai avuto attacchi di panico, né ceduto al pianto, in quei momenti: mi sentivo sola, lasciata a me stessa, tra noia, collera ed impotenza perché non potevo andarmene con i miei mezzi. Tutto questo doveva trasparire dalla mia faccia, il che, ovviamente, non induceva nessuno ad avvicinarsi.
Però a volte, in estate per lo più, quando cammino per i fatti miei, con abiti aderenti o strategici centimetri di pelle scoperta, gli uomini si voltano a guardarmi. Me ne accorgo, se mi giro all’improvviso o guardo il mio riflesso nelle vetrine.
Quindi non sono proprio da buttare! Ho un fisico minuto e ben proporzionato, un viso dai tratti regolari, sia pure devastato a suo tempo dall’acne, una voce gradevole e begli occhi (è la prima cosa che notano). Il tutto accompagnato da gesti bruschi ed un atteggiamento impaziente o almeno, poco accomodante. Quest’ultima cosa la affermano i miei parenti e rincarano la dose, dicendo che da me non trapela né dolcezza né sensualità, sebbene sia carina, che sarei sbrigativa, che detesto i “rituali” sociali, le chiacchiere da salotto e vado dritta al sodo nelle cose che mi interessano. Riassumendo, mi hanno definito “ispida” e che nessuno si sarebbe mai messo con me. Si direbbe dunque che io sia poco gentile e molto poco spontanea.

2) mi allontano sempre io per prima. Negli ultimi anni, alcune volte mi è stato chiesto di uscire o il numero di telefono ed io, ostinata, dicevo di no, adducendo scuse poco credibili. Poi ci ripensavo ed era tardi per rimediare. Avevo declinato solo per paura dell’ignoto. Un episodio per farvi capire: un ragazzo magro ed introverso che aveva superato un esame un po’ prima di me, restò lì ad aspettarmi, anche se non c’erano più i suoi amici e mi invitò a mangiare qualcosa insieme. Mi aveva preso alla sprovvista ed io d’impulso pronunciai un impacciato “no”, dicendo che dovevo seguire delle lezioni di lì a poco (mi sembra di aver proferito questa idiozia… 8O ).
Nessuno dei due ha chiesto il numero, lui non aveva insistito (ma non ricordo…) ed io filai via imbarazzata, salutandolo a malapena.
Se penso che due ore prima avevamo scambiato qualche parola sull’esame e lui era disponibilissimo e affabile! Quando però era cambiato il contesto, ho fatto marcia indietro. Devo proprio volermi male se mi metto a sabotare questi sporadici tentativi… :evil:

A Roma mi sono conquistata la fiducia di un solo amico, estroverso e ciarliero, conosciuto nella stessa facoltà, il quale da anni mi trascina alle fumetterie o alle fiere tipo Romics, (più che altro per portargli i costumi da cosplayer, non per farmi entrare nel suo giro ). Siccome non è uno attraente e ti travolge con la sua inesauribile logorrea (dettata da insicurezza, direi) e non ha un briciolo di intuito o empatia, ho evitato di trovarmi da sola con lui (anche perché è difficile trovarlo da solo) e se capitava, di non far caso a dove mi guardava e non l’ho mai incoraggiato, scostandomi e mostrando un viso impassibile, portando la conversazione su lidi tranquilli. Sono stata anche a casa sua, ma c’erano sempre i suoi in mezzo (per mia fortuna!) e lui, dopotutto, è gentile e corretto. So per certo che non ha storie recenti e non si rassegna al mio disinteresse. Tre anni fa, quasi a metà febbraio, era stato respinto da una tipa(così mi aveva confidato) e qualche giorno dopo mi chiese di mettermi con lui. Non mi andava di fare il “chiodo-scaccia-chiodo” e dissi pacatamente che no, non volevo, per questa ragione. Ovviamente anche per assenza di attrazione fisica, ma non gliel’ho detto, era già a terra. Se abbandonasse certi atteggiamenti infantili e lasciasse parlare più gli altri, – anzi, le altre – forse avrebbe più possibilità.

Tornando a me, pensavo che mi sarebbe servita qualche amica come tramite per conoscere gente (leggi: maschi). Solo che non ne ho mai avute. Tra le poche con cui ho avuto occasione di parlare del più e del meno, solo una decise di aprirsi con me e per cosa? Non per discorrere sulle cose o interessi che avevamo in comune, ma per sviscerare i suoi guai sentimentali! Poteva parlarne per ore e perdersi negli intricati dettagli delle allusioni, del tipo: “Ma lui mi guardava così, ha fatto cosà.. cosa dovrei fare” chiedendomi pareri e subito dopo cambiando discorso o ricominciando da capo. Non potevo proporle soluzioni, non mi stava neanche ad ascoltare! A lei serviva solo un contenitore dove riversare le sue emozioni. Feci perdere gradualmente le mie tracce, traslocando e cambiando numero.

In base alle mie esperienze ho individuato nel genere femminile almeno due sottogruppi negativi: il primo comprende le ragazze emotive e teatrali come M. (che ho descritto poc’anzi) che devono vivere tutto come un dramma, interpretando ogni cosa senza la minima parvenza di fatti.
Il secondo riguarda le str°# che se la tirano e ti trattano da essere subumano. Hanno l’abitudine di muoversi in branco, fanno commenti sprezzanti, sghignazzano alle spalle, fissandoti. Si prendono i posti migliori, diffondono calunnie e ti mettono in cattiva luce davanti all’unica persona a cui vuoi interessare.
Ne parlo al presente e in tono impersonale, ma è da tanto che ho subito questi attacchi: alle medie pure da parte di maschi, e nessuno che veniva in mio soccorso; e da parte di ragazze, al liceo e anche dopo. Ancora mi risuonano le loro risate nelle orecchie. Ecco perché mi metto in allarme quando ne incrocio più di una, intente a fissarmi. Comunque non fuggo e se posso, accendo il walkman e continuo a fare quello che stavo facendo.

Con i ragazzi sono meno diffidente, ma le occasioni scarseggiano...

Ringrazio quanti avranno letto fino in fondo questo papiro, e mi scuso per lo sfogo.




 


Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 13:35.
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Powered by vBadvanced CMPS v3.2.2