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Non ho mai fatto esperimenti veri e propri (nel senso che non mi sono mai cimentato in maniera deliberata in certi tipi di "esercizi") ma mi è capitato di uscire (da solo o meno) trovandomi in mezzo ad una moltitudine di persone, gruppi e gruppuscoli assai poco propensi all'osmosi con persone nuove, gente impermeabile a nuovi ingressi e intenta a gestire l'esistente senza preoccuparsi di lasciare campo libero alle new entry.
Ecco perchè sostengo che non esiste nessun "pericolo" dato dalla prospettiva di essere risucchiati dal vortice dell'estroversione: la solitudine è la cosa più facile e naturale da mantenere, chi è da solo e vuole restare solo sfonda praticamente una porta aperta, chi è da solo e vuole emanciparsi dalla sua condizione si trova dinnanzi una strada in netta salita. O sono io ad essere pessimista?
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